È anche grazie alla guarigione inspiegabile di Stefano Vitali da un tumore al colon che Sandra Sabattini sarà beatificata, perché la Chiesa ha riconosciuto il miracolo per sua intercessione. Anche se non si sono mai incontrati, le storie di Stefano e Sandra sono intrecciate a doppio, triplo filo. Entrambi sono riminesi, nati negli anni Sessanta e membri della Comunità Papa Giovanni XXIII. La serva di Dio Sandra Sabattini, morta a 22 anni per le conseguenze di un incidente stradale, diventerà beata il 24 ottobre nella cattedrale di Rimini. Stefano Vitali, 54 anni, è responsabile insieme a sua moglie di una casa famiglia, in cui vivono con sei figli, di cui due accolti con disabilità.
Di quel 22 luglio di 10 anni fa Candela Giarda, all’epoca undicenne, non ha particolari ricordi. Ma questo non le impedisce di essere, come racconta al Sir, “felicissima” per l’annuncio della prossima beatificazione di papa Giovanni Paolo I, coinciso con il riconoscimento della guarigione miracolosa di cui proprio lei fu protagonista. Di quel giorno, invece, ricordano ancora ogni attimo la mamma di Candela, Roxana Sosa, e padre Juan José Dabusti, il sacerdote dell’arcidiocesi di Buenos Aires che, di fronte alla disperazione di Roxana, dopo che i medici le avevano detto che Candela non avrebbe passato la notte, propose di pregare insieme, affidando la ragazza all’intercessione di Giovanni Paolo I, il “Papa del sorriso”. Oggi, la ventunenne Candela vive nella sua città natale, Paraná, 500 chilometri circa a nord della capitale dell’Argentina
“La Chiesa, con queste Settimane sociali, cerca di esprimere il proprio cuore, intervenendo nei problemi del nostro Paese, facendosi prossima ad ogni albero, non per esaurirne i frutti, ma accompagnando nella rinascita e nella crescita”.
“Quello che ci chiede il Papa è di ricostituire un ambiente che riparta dalla nostra profondità, da una relazione trasparente e pulita con gli altri, negli ambienti che abitiamo. Poi, per chi crede, domanda di vivere una dimensione con Dio equilibrata e piena di vita e di luce”.
Non possiamo essere guariti, se non siamo capaci di risollevarci, con buona volontà, dalla condizione spirituale in cui ci siamo rintanati, gettando via quella logica prettamente umana che ci impedisce di vedere Dio nel nostro vissuto
“Siamo tutti parte di un’unica umanità, ci riscopriamo parte di un’alleanza oltre le barriere, che ci invita ad incontrarci in un ‘noi’ più grande e più forte”.
“Restiamo insieme, uniti, facciamo fronte comune perché il nostro territorio possa finalmente risollevarsi”. Da Taranto il suo arcivescovo, mons. Filippo Santoro, lancia un appello a non perdere l’opportunità di attuare una autentica “transizione ecologica” utilizzando al meglio i fondi del Next Generation Ue e del Recovery Plan, messi a disposizione dell’Europa per fronteggiare la pandemia.