“La delicatezza del presidente della Conferenza episcopale italiana ha voluto che qui si realizzasse, all’inizio del mese di maggio, un atto solenne, semplice e significativo: l’affidamento dell’Italia a Maria Santissima. Lo facciamo perché il dolore ceda il posto alla speranza, perché Lei è invocata qui come Madre della Speranza. Lo facciamo pregando per i malati, i medici, per tutti coloro che si stanno adoperando per alleviare le sofferenze. Lo facciamo, nel giorno dedicato a san Giuseppe lavoratore, pregando in particolare per chi teme per il suo lavoro, perché ci sia lavoro per tutti. Perché il nostro Paese sia unito, oggi e nel futuro”. Con queste parole il vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, ha aperto ieri sera il momento di preghiera promossa dalla Conferenza episcopale italiana presso il santuario di Santa Maria del Fonte a Caravaggio, “nel cuore della Lombardia, in provincia di Bergamo e diocesi di Cremona, crocevia dunque – ha osservato il vescovo – delle terre più colpite dall’attuale epidemia”.
Da venerdì 1° maggio, pur senza la partecipazione del popolo, torna al santuario di Pompei il “Buongiorno a Maria”, la preghiera recitata nei mesi di maggio e ottobre per affidare il nuovo giorno che inizia alla Madonna. In questo tempo, infatti, le celebrazioni e gli appuntamenti di preghiera del Santuario di Pompei non si sono arrestate, ma anzi, hanno trovato diverse formule per accompagnare i fedeli nel loro quotidiano cammino di fede. Anche il "Buongiorno a Maria" sarà fruibile dal sito e dalla pagina Facebook del santuario, come spiega il rettore, monsignor Pasquale Mocerino: "In questo modo saremo distanti ma uniti dalla stessa fede in Dio e dalla devozione filiale per la Madonna di Pompei".
Nel giorno dell’Atto di affidamento dell’Italia a Maria, mons. Stefano Russo, segretario generale della Cei, riflette sul significato di questo gesto per la comunità ecclesiale e civile. Intervistato per i media della Cei dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, mons. Russo spiega la posizione dei Vescovi italiani riguardo alle disposizioni contenute nell’ultimo Dpcm, alla luce dell’invito del Papa alla prudenza e all’obbedienza, e illustra a che punto è l’interlocuzione con il governo per l’elaborazione del Protocollo per le celebrazioni eucaristiche. Infine, si sofferma sul valore della festa dei lavoratori, in un tempo in cui il mondo del lavoro è messo a dura prova dall’emergenza sanitaria, gettando uno sguardo al domani che chiama in causa la responsabilità di ciascuno.
"L'affidamento a Maria è anche un atto pubblico, che riguarda non solo i credenti, ma i diversi modi di essere cittadini". Così il mariologo Gianmatteo Roggio, a proposito del momento di preghiera promosso il 1° maggio dalla Cei al Santuario di Caravaggio. “Fare popolo - spiega - significa saper andare al di là delle polemiche per cercare il vero bene che unisce tutti. Significa: smettiamola di fermarci a ciò che divide e lacera e ritroviamo invece a ciò che ci unisce". Le diverse iniziative in atto nei santuari d'Europa, in tempi di coronavirus
I vescovi statunitensi e i vescovi canadesi hanno annunciato un momento di preghiera comune per oggi, Primo maggio, per chiedere la fine della pandemia. Mons. José H. Gomez, presidente della Conferenza episcopale degli Stati, ha dichiarato che in quell’occasione si rinnoverà la consacrazione delle due nazioni a Maria.
Alla vigilia del mese mariano, il Papa ha esortato a riscoprire la preghiera del Rosario anche in tempi di coronavirus. Ma la sua devozione mariana viene da lontano, dall'infanzia con nonna Rosa, e arriva fino all'elezione al soglio pontificio, con immagini memorabili come quella della preghiera silenziosa durante il viaggio a Fatima o quella davanti alla Madonna delle Lacrime nel Giubileo del 2016.
“Aperto per ferie. Progetto per l’estate ragazzi in tempo di pandemia”: è l’iniziativa messa in campo dal Servizio nazionale per la pastorale giovanile (Snpg) condiviso con le associazioni e le realtà della vita consacrata che siedono al tavolo del Forum Oratori Italiani (Foi) per rispondere a una delle questioni che emergeranno la prossima estate: “la gestione di bambini e ragazzi”.
In queste settimane di lockdown la chiesa domestica “si è appropriata di gesti ordinari facendoli diventare extra-ordinari perché abitati dalla presenza del Signore”; l’auspicio è che alla ripresa delle messe le famiglie tornino in chiesa “da protagoniste”. L’importanza di liturgie familiari per “respirare con due polmoni”. Parla p. Marco Vianelli, direttore dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia
Papa Francesco ha nominato vescovo coadiutore dell’arcidiocesi metropolitana di Agrigento mons. Alessandro Damiano, del clero della diocesi di Trapani, finora vicario generale della medesima diocesi. Lo annuncia il Bollettino della Sala Stampa della Santa Sede.