Le famiglie, in particolare quelle che usciranno più povere dalla pandemia di Coronavirus, e Papa Francesco sono al centro delle preghiere dei lettori del Sir, affidate alla paginaFacebook dell’agenzia, in occasione del Rosario per l’Italia, organizzato dai media Cei: sarà recitato stasera, alle 21, nella cripta della basilica di San Nicola, a Bari.
“Stiamo invitando tutti, leader delle Chiese cristiane, responsabili delle altre religioni, istituzioni e organizzazioni internazionali; operatori ed esponenti del mondo civile, politico e religioso; rappresentanti del mondo dell’arte e della scienza; credenti e non credenti, persone di buona volontà, affinché aderiscano a questa giornata di preghiera per l’umanità. Ci siamo sentiti piccoli di fronte a un nemico sconosciuto e invisibile che ci ha messo davanti ad una sfida che ora solo insieme dobbiamo superare”.
Gli sfollati interni sono 41,3 miliardi in tutto il mondo, eppure "non rientrano nel sistema di protezione internazionale previsto dal diritto internazionale dei rifugiati". E' quanto si legge negli "Orientamenti pastorali sugli sfollati interni", a cura della sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale. "I campi sono una soluzione temporanea", la denuncia del documento, in cui si esorta la comunità internazionale a cercare "soluzioni durature" e a lungo termine. Compito della Chiesa è "favorire un'integrazione autentica", dicendo "no" a xenofobia, discriminazioni etniche, abusi di donne e minori, "bambini soldato"
Più di 700 persone hanno preso – letteralmente! – carta e penna e hanno iniziato a copiare uno dei 1.189 capitoli della Bibbia (Antico e Nuovo Testamento).
I dati raccolti dall'indagine condotta a livello nazionale – riferiti a 101 Caritas diocesane (il 46% del totale) - offrono informazioni preziose che aiutano a comprendere gli effetti sociali di questa fase inedita ed emergenziale. Si conferma da nord a sud del Paese un incremento delle situazioni di povertà e di disagio economico (lo accerta il 98% delle Caritas diocesane), quindi un aumento di famiglie che sperimentano difficoltà materiali legate alla totale o parziale assenza di reddito
“Ancora una volta vorrei esprimere la mia vicinanza agli ammalati di Covid-19, a quanti si dedicano alla loro cura a tutti coloro che, in qualsiasi modo, stanno soffrendo per la pandemia. Desidero, nello stesso tempo, appoggiare e incoraggiare la collaborazione internazionale che si sta attivando con varie iniziative, per rispondere in modo adeguato ed efficace alla grave crisi che stiamo vivendo. È importante, infatti, mettere insieme le capacità scientifiche, in modo trasparente e disinteressato, per trovare vaccini e trattamenti e garantire l’accesso universale alle tecnologie essenziali che permettano ad ogni persona contagiata, in ogni parte del mondo, di ricevere le necessarie cure sanitarie”.
“Si conferma, come anticipato nei giorni scorsi, il raddoppio delle persone che per la prima volta si rivolgono ai Centri di ascolto e ai servizi delle Caritas diocesane rispetto al periodo di pre-emergenza”.