Papa in Giappone. Mons. Kikuchi (Tokyo): “Possa portare un messaggio di amore e di speranza”

“Lavorare per essere un paese ricco e moderno è importante per lo sviluppo umano. Ma se le persone perdono la spiritualità tradizionale, il rispetto per la natura, l’amore per il Creatore, allora la speranza non può essere trovata”. Abbiamo chiesto all’arcivescovo di Tokyo mons. Tarcisio Isao Kikuchi di accompagnarci tappa per tappa nella visita di Papa Francesco in Giappone dal 23 al 26 novembre: “Possa il Santo Padre portare un messaggio di amore e di speranza”

Papa in Giappone. La piccola comunità cattolica a Tokyo: “Incontriamo le povertà invisibili”

Viaggio tra i 97mila cattolici a Tokyo alla vigilia della visita di Papa Francesco in Giappone. Una presenza silenziosa ma attiva, in un mondo a maggioranza shinthoista e buddista. Aperta soprattutto alle povertà invisibili e a chi si trova in situazioni di disagio. Padre Andrea Lembo, missionario del Pime: “Ci siamo sentiti interpellati dai poveri, dovevamo fare qualcosa, anche di piccolo, per loro”

Tavolo ecclesiale dipendenze. Squillaci: “Vivere la relazione per vincere le povertà e riaccendere la speranza”

Dopo il successo della prima edizione, torna anche quest'anno l'Open day promosso dalle organizzazioni che aderiscono al Tavolo ecclesiale dipendenze (Ted): Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa dei Giovani, Compagnia delle Opere-Opere sociali, Comunità Emmanuel, Comunità di Sant'Egidio, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), Salesiani per il sociale-Federazione Scs/Cnos, in collaborazione con la Caritas italiana. La scelta delle date, 9 e 16 novembre, non è casuale: il 17 novembre sarà la terza Giornata mondiale dei poveri. "Vogliamo inserire i nostri Open day - evidenziano i promotori dell'iniziativa - in prossimità di questa Giornata voluta da Papa Francesco per far capire che la povertà è anche esclusione, solitudine, oppressione"

L’incendio di Notre-Dame. Il racconto dell’organista Olivier Latry: “Ricostruirla in 5 anni”

Il ricordo dello spaventoso incendio che distrusse la cattedrale di Parigi è ancora vivo nelle parole dell'organista che da più di trent'anni fa risuonare le note degli inni sacri nelle navate di Notre-Dame. Olivier Latry racconta al Sir le speranze per la ricostruzione e le ansie per il restauro dell'organo: "Perché la situazione si assesti occorrerà attendere un anno e questo rappresenta un problema, perché c’è tanta fuliggine e polvere di piombo".