Dichiarazione dei vescovi dell’Unione europea (Comece) in occasione del 30° anniversario della caduta del muro di Berlino. “Invitiamo tutti gli europei a lavorare insieme per un'Europa libera e unita, tramite un rinnovato processo di dialogo che trascenda mentalità e culture, rispettando le nostre diverse esperienze storiche e condividendo le nostre speranze e aspettative per un futuro comune di pace”
Sabato 19 ottobre 2019 all’Istituto San Marco di Mestre si sono ritrovati insieme circa 600 tra religiosi e consacrate per il convegno a cadenza biennale organizzato dalla CISM e dall’USMI del Triveneto.
“La pietà verso gli altri spalanca le porte dell’eternità”. Ne è convinto il Papa, che nell’omelia della messa celebrata in suffragio dei cardinali e dei vescovi defunti nel corso dell’anno, nella basilica di San Pietro, ha affermato che “chinarsi sui bisognosi per servirli è fare anticamera per il paradiso”.
“La carta di identità del cristiano sono le beatitudini”. Lo ha detto Papa Francesco celebrando sabato la messa nella Commemorazione di tutti i defunti alle Catacombe di Priscilla a Roma.
Mons. Aldo Mongiano, nel cui volto si raccolgono quelli dei missionari, in Africa e soprattutto in Brasile si è mescolato con i più poveri per annunciare il Vangelo.
Non una giornata di lutto ma di luce che ci ricorda il destino cui siamo chiamati. Il 1° e il 2 novembre toccano la nostra umanità e non sono scollegati perché il loro legame affonda in Dio. Parola del teologo Luigi Maria Epicoco
“L’odierna solennità di Tutti i Santi ci ricorda che siamo tutti chiamati alla santità. I santi e le sante di ogni tempo, che oggi celebriamo tutti insieme, non sono semplicemente dei simboli, degli esseri umani lontani, irraggiungibili. Al contrario, sono persone che hanno vissuto con i piedi per terra; hanno sperimentato la fatica quotidiana dell’esistenza con i suoi successi e i suoi fallimenti, trovando nel Signore la forza di rialzarsi sempre e proseguire il cammino”.
Il Vangelo delle beatitudini ci offre un modello di comportamento concreto per poter vivere la santità, una chiamata a orientare il nostro cammino verso un orizzonte in cui la prospettiva che salva risponde a criteri molto diversi da quelli dettati dalla misera sapienza umana. Occorre “rallegrarsi ed esultare perché grande è la nostra ricompensa nei cieli” se sapremo “convertire” il nostro cuore alle esigenze del Vangelo e non a quelle della mondanità