(da New York) “Nessun vescovo, per quanto influente, è al di sopra della legge della Chiesa”. Il card. Daniel DiNardo, presidente della Conferenza episcopale americana, commenta con queste parole l’annuncio del Vaticano in merito alla riduzione allo stato laicale dell’ex cardinale Theodore McCarrick.
Francesco all'Angelus: "Il Signore ci aiuta ad aprire gli occhi, ad acquisire uno sguardo più penetrante sulla realtà, a guarire dalla miopia cronica che lo spirito mondano ci contagia"
Quando si parla della Chiesa in Bulgaria e Macedonia, per capire il contesto è inevitabile rievocare il passato comunista che ha segnato la storia dei due Paesi balcanici distruggendo le strutture ecclesiastiche e impedendo qualsiasi forma di apostolato. “Abbiamo vissuto un duro periodo ateista”, spiega mons. Christo Proykov, esarca apostolico e presidente dei vescovi bulgari: “Siamo partiti da zero, dovevamo ricostruire le strutture, e piano piano sono arrivate le nuove vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata”
“In data 11 gennaio 2019, il Congresso della Congregazione per la Dottrina della Fede ha emanato il decreto conclusivo del processo penale a carico di Theodore Edgar McCarrick, arcivescovo emerito di Washington, D.C., con il quale l’accusato è stato dichiarato colpevole dei seguenti delitti perpetrati da chierico: sollecitazione in Confessione e violazioni del Sesto Comandamento del Decalogo con minori e adulti, con l’aggravante dell’abuso di potere, pertanto gli è stata imposta la pena della dimissione dallo stato clericale”.
Anouar Kbibech è vicepresidente del Consiglio francese del culto musulmano, al Sir commenta il Documento di Abu Dhabi e la prossima visita del Papa a Casablanca e Rabat. “In Marocco, il Papa sarà di nuovo in terra d’Islam e andrà per portare un messaggio di pace e di fraternità. Sarà accolto a braccia aperte”. Anche i musulmani di Francia hanno invitato il Papa. “I musulmani francesi hanno per lui un affetto particolare. Papa Francesco ha un posto particolare nel loro cuore”
“Non mattoni ma libri”: è il motto di padre Edward Thurai Singham, missionario dello Sri Lanka, da 34 anni in Pakistan dove cerca di strappare al lavoro nelle fornaci bambini poveri cristiani e musulmani. Per questo ha fondato una scuola nell'estrema periferia nord di Lahore dove insegna loro a leggere e a scrivere. Il Sir, insieme ad una delegazione di Aiuto alla Chiesa che Soffre - Italia, è andato con lui nelle fornaci. Questo il racconto
"Ci sono dei limiti e dei rischi che la pietà popolare comporta, a volte veri e propri pericoli, ma questo non deve scoraggiarci, anzi essere da stimolo: a Dio bisogna lasciare aperte tutte le strade che conducono al cuore dell’uomo”. Quello di don Giacomo Sgroi, direttore dell'Ufficio regionale per la Liturgia della Conferenza episcopale siciliana, è un appello all’“impegno sinergico e corale per il rinnovamento della pietà popolare"
Un appello ad "offrire soluzioni concrete e reali" per vincere "la battaglia contro la fame e la povertà". A lanciarlo alla comunità internazionale è il Papa, nel discorso al Consiglio dei Governatori dell'Ifad, pronunciato in spagnolo, presso la sede romana della Fao. Francesco esorta a promuovere il protagonismo delle popolazioni rurali e indigene, attraverso un "meticciato culturale", che non faccia differenza tra popoli "di prima" e "di seconda" classe
A pochi giorni dalle indiscrezioni che vedrebbero il gesuita, sequestrato il 29 luglio 2013 a Raqqa (Siria), ancora vivo e al centro di trattative tra lo Stato islamico e le forze curdo-arabe, l'associazione “Giornalisti amici di padre Paolo Dall’Oglio” ha organizzato una fiaccolata a Roma. Riccardo Cristiano: "Vicinanza e affetto a tutti quelli che come Paolo, e sono migliaia, sono stati inghiottiti in queste tenebre angoscianti"