Un altro anno di pandemia, un altro anno di presepe che seppur tradizionale nell'ambientazione, richiama l’attualità assecondando la fantasia di un bambino di 9 anni che immagina una Betlemme ai tempi del Covid, ma con il vaccino.
L’autore del presepe è il piccolo Diego Ruzzon. Ad inviarci la foto la mamma Francesca.
La scena della Natività riportata attraverso la sapiente piegatura di semplici forchette. Questa è l'idea del presepista Vito Ometto, un'idea che, in virtù della forza dell'immagine, fa trasparire il mistero della nascita di Gesù nelle linee di un unico materiale.
Nella solennità dell'Epifania, il Papa indica i magi come stella polare per comprendere il segreto della vita: "saper desiderare". Cita Van Gogh e Sant'Agostino e spiega che "la crisi della fede ha anche a che fare con la scomparsa del desiderio di Dio". No alla "dittatura dei bisogni" e alla "tristezza di una vita piatta"
La corruzione del nome greco epifania, rivelazione della divinità di Gesù, che si è manifestato anche in altri episodi ma che è divenuta tradizione in rapporto ai magi di cui parla peraltro solo Matteo, ha portato al nome con il quale da noi viene ricordato - soprattutto ai piccoli - il 6 gennaio. Ma ci sono alcuni particolari che ci riportano agli scavi di Ҫatal Hϋyϋk, al culto dei defunti, che è diffuso in maniera non dissimile anche nelle tradizioni regionali italiane. Antichissime cerimonie che si intersecano con riti funebri, cui dobbiamo associare dei riferimenti che vengono da molto più vicino cronologicamente
“Come nessuno può dire: ‘Gesù è Signore’, se non sotto l’azione dello Spirito Santo, così nessun cristiano potrà dare testimonianza piena e genuina di Cristo Signore senza l’ispirazione e l’aiuto dello Spirito”.
Stamani nella catechesi, all’udienza generale, il Pontefice ha incentrato la sua riflessione sul tema: “San Giuseppe, il padre putativo di Gesù”. Al termine, la sua preghiera per "tanti bambini che non hanno famiglia e desiderano un papà e una mamma" e "i coniugi che non riescono ad avere figli"
Promosso dalla Pontificia opera della santa infanzia (Posi), il tradizionale appuntamento del 6 gennaio ha l’obiettivo di aiutare bambini e adolescenti a vivere la solidarietà con i coetanei dei cinque continenti. Lo slogan di quest'anno è “Sii il sogno di Dio”. Due esempi da Perù e Papua Nuova Guinea. Don Bersano: "giovani testimoni e profeti in virtù del Battesimo"