L’invito di papa Francesco per una “maratona” di preghiera incessante, in questo mese di maggio, per invocare la fine della pandemia ci spinge a riflettere sull’importanza della preghiera di supplica e intercessione. Per chi ha occhi per vedere e orecchi per ascoltare, la pandemia offre senz’altro anche una parola di Dio per l’umanità. Dovrebbe averci almeno insegnato che, anche con tutta la nostra scienza e tecnologia, non siamo onnipotenti e non possiamo controllare tutto, non è tutto nelle nostre mani
“All’inizio del mese dedicato alla Madonna, ci uniamo in preghiera con tutti i santuari sparsi per il mondo, con i fedeli e con tutte le persone di buona volontà, per affidare nelle mani della nostra Madre santa l’umanità intera, duramente provata da questo periodo di pandemia”.
Responsabilità e autogestione. Questa le parole chiave del progetto messo a punto dal centro parrocchiale di San Fidenzio, nell’unità pastorale di Borgo Veneto, per offrire ai giovani delle scuole superiori e dell’università uno spazio di studio sicuro, accogliente e adatto alle loro esigenze in questi mesi di emergenza sanitaria.
Abrogata la norma dell’ordinamento giudiziario vaticano per cui solamente la Cassazione, previo assenso dello stesso Pontefice, poteva processare vescovi e cardinali nelle cause penali. Lo ha disposto Papa Francesco nella Lettera apostolica in forma di motu proprio che reca modifiche in tema di competenza degli organi giudiziari dello Stato della Città del Vaticano.
Cinque anni fa – a inizio maggio 2016 – LaDifesa del popolo, settimanale della Diocesi di Padova lanciava il progetto “Sguardi d’Arcella” (ora suwww.sguardiarcella.com), un progetto originale che, grazie alla narrazione foto-giornalistica curata da Giovanni Sgobba, si proponeva di raccontare storie positive del quartiere “Arcella” (zona nord della città di Padova, con circa 40 mila abitanti), cercando di superare stereotipi e cliché, se non vere e proprie etichette, con cui a volte ci si riferisce a questa zona vanificando però la reale comprensione della sua varietà e ricchezza e del laboratorio urbano che rappresenta.