Il vescovo Claudio ha incontrato le comunità parrocchiali di Madonna Incoronata, Natività, Sacra Famiglia, San Girolamo e San Giuseppe. Tanti i “semi” che ha lanciato, raccogliendo anche interessanti provocazioni
Se il nucleo famigliare si sviluppa armonicamente e cresce in tutte le sue potenzialità il beneficio è universale.
Amare la famiglia significa saperne stimare i valori e le possibilità, promuovendoli sempre. Amare la famiglia significa individuare i pericoli ed i mali che la minacciano, per poterli superare. Amare la famiglia significa adoperarsi per crearle un ambiente che favorisca il suo sviluppo. E, ancora, è forma eminente di amore ridare alla famiglia cristiana di oggi, spesso tentata dallo sconforto e angosciata per le accresciute difficoltà, ragioni di fiducia in se stessa, nelle proprie ricchezze di natura e di grazia, nella missione che Dio le ha affidato. «Bisogna che le famiglie del nostro tempo riprendano quota! Bisogna che seguano Cristo!»
Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, n.86, 22 novembre 1981
Padre Christian Carlassare, comboniano di Piovene Rocchette, colpito nella notte di domenica 25 aprile a dieci giorni dal suo arrivo a Rumbek, Diocesi di cui è vescovo eletto. Nemmeno per un momento si è abbandonato alla paura o al rancore. Ha subito pensato a rassicurare i suoi cari e a pregare per la sua gente
L’invito di papa Francesco per una “maratona” di preghiera incessante, in questo mese di maggio, per invocare la fine della pandemia ci spinge a riflettere sull’importanza della preghiera di supplica e intercessione. Per chi ha occhi per vedere e orecchi per ascoltare, la pandemia offre senz’altro anche una parola di Dio per l’umanità. Dovrebbe averci almeno insegnato che, anche con tutta la nostra scienza e tecnologia, non siamo onnipotenti e non possiamo controllare tutto, non è tutto nelle nostre mani
“All’inizio del mese dedicato alla Madonna, ci uniamo in preghiera con tutti i santuari sparsi per il mondo, con i fedeli e con tutte le persone di buona volontà, per affidare nelle mani della nostra Madre santa l’umanità intera, duramente provata da questo periodo di pandemia”.
Responsabilità e autogestione. Questa le parole chiave del progetto messo a punto dal centro parrocchiale di San Fidenzio, nell’unità pastorale di Borgo Veneto, per offrire ai giovani delle scuole superiori e dell’università uno spazio di studio sicuro, accogliente e adatto alle loro esigenze in questi mesi di emergenza sanitaria.