"Chi è nelle condizioni di incidere su opinioni e atteggiamenti pubblici non è detto che sia necessariamente credibile, ovvero che goda di una reputazione condivisa". È l'avvertimento di mons. Dario Edoardo Viganò, vice cancelliere della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, che sulla perdita di credibilità della Chiesa (anche sui social) non nasconde la responsabilità del clero: "C'è stato un impoverimento culturale, fino alla fine degli anni Sessanta la levatura dei preti rappresentava per il Paese un accesso al sapere e ai diritti"
Il Pontefice stamani nella sua catechesi, durante l'udienza generale, ha chiesto di "non confondere il Natale con le cose effimere". Poi, ha sottolineato il bisogno di tenerezza: "I robot non potranno darla, Dio ce la porta"
Andare incontro alle necessità sempre presenti, ma che in questo periodo si fanno sentire ancora di più: ecco perché la parrocchia di Arsego ha deciso di aderire al sostegno sociale parrocchiale.
Ecco la tessera Noi 2021. Il giallo è il colore della luce del sole, e così della vita… anche quella associativa che, in condizioni normali, implica incontri e aggregazione in centro parrocchiale e non solo.
Qualche giorno fa, prima del coprifuoco, sono andato a camminare nelle vie e nelle piazze di Padova. Tutto era fermo, la città era vuota, le attività chiuse.
Dopo l'annuncio del riconoscimento del martirio del giudice Rosario Livatino in odium fidei, parla don Giuseppe Livatino, che ha seguito da postulatore la fase diocesana del processo di beatificazione: "Non faceva il giudice per infliggere delle pene, ma giudicava per poter riportare in qualche modo l'ordine voluto da Dio"
“Ogni Natale è diverso dagli altri e questo, in particolare, sarà probabilmente il più difficile per molti, se non per tutti. Ma un Natale meno scintillante non è un Natale meno autentico: ricerchiamo nel nostro cuore quello che conta realmente, ciò che ci rende uniti a chi amiamo, ciò che è davvero indispensabile. Come Pastori, come sacerdoti, ma prima ancora come membra di uno stesso corpo, siamo accanto alla sofferenza e alla solitudine di ciascuno per prenderne una parte, per sollevare insieme un pezzo di croce e renderla meno pesante”.
“Sarà un Natale senza pellegrini ma con una presenza significativa dei cristiani locali. Quando 2000 anni fa Maria e Giuseppe raggiunsero Betlemme per farsi registrare non trovarono posto perché gli alberghi erano pieni. Se venissero oggi non troverebbero posto perché gli alberghi sono chiusi”.
“È il primo Natale che il Signore mi concede di trascorrere in questa arcidiocesi e ringrazio perché da tutti mi sento ben accolto. Voglio ricambiare la vostra benevolenza ricordando e cercando di mettere in pratica le parole di Gesù: ‘Io sono in mezzo a voi come colui che serve'”. Ad affermarlo l’arcivescovo di Genova, mons. Marco Tasca, nel suo primo messaggio di Natale indirizzato “alla Chiesa e alla Città”. Nel testo, l’arcivescovo sottolinea: “Sto cominciando a conoscere la vita di Genova: una città grande e complessa, con una storia e un presente ammirevoli per generosità e solidarietà, una città in cui convivono tante realtà positive insieme a molti problemi”.