Papa Francesco ha inviato a sorpresa, per la prima volta, un messaggio ai giovani che partecipano alla trentesima edizione del Festival di Medjugorje. La chiesa della piccola località dei Balcani, nota per le presunte apparizioni mariane cominciate il 24 giugno 1981, non ha finora un titolo di santuario mariano
“Una nuova opera che nasce dall’impegno, dalla collaborazione e dall’armonia di responsabilità a tutti i livelli. È stato un lavoro straordinario di tutti coloro che hanno concorso alla ricostruzione del ponte”.
Sei settimane di grest anziché le tradizionali due, tre gruppi da 60 ragazzi, una quarantina di animatori delle superiori, coinvolti nel servizio verso i più piccoli, coordinati da una quindicina di educatori adulti: ecco il grest di sant'Agostino di Albignasego, che si conclude il 31 luglio e che ha preso spunto dal film di animazione Inside out.
Nuovo servizio di prenotazione e bigliettazione on line per accedere al Battistero della Cattedrale di Padova e alla mostra “A nostra immagine. Sculture in terracotta del Rinascimento. Da Donatello a Riccio”, con possibilità del biglietto unico per visitare nello stesso giorno il Battistero (con gli affreschi di Giusto de’ Menabuoi, capolavoro artistico del Trecento padovano), e la mostra dedicata alle sculture in terracotta, nelle gallerie del Palazzo vescovile, sede delle esposizioni temporanee del Museo diocesano.
Nella mattinata di oggi i Vescovi della Conferenza Episcopale Triveneto (Cet) si sono nuovamente ritrovati - con la modalità della videoconferenza e sotto la presidenza del Patriarca Francesco Moraglia - per affrontare due temi principali:un approfondimento su questioni e criticità pastorali in questo tempo di pandemia e legate alla ripresa delle celebrazioni dei sacramenti e dell’attività nei prossimi mesi (anche a seguito di quanto indicato nella recente lettera della Presidenza della Cei) e poi un aggiornamento sulle problematiche relative alle scuole paritarie e alla prossima ripresa scolastica.
È bello vedere come ancora dopo cinquecento anni le scoperte spirituali di un basco testa calda innamorato di Cristo, di uno “spagnoletto piccolo e con gli occhi allegri”, come lo definirà un coevo, possano turbare e sconvolgere giovani vite portandole al bene, anzi, al “di più”, con l’impeto sovversivo e inaspettato di una palla di cannone