Settant’anni. Il 16 luglio 1950 cominciavano i primi esercizi spirituali nella casa di spiritualità “sul colle”. Oggi, come allora, il desiderio che anima ogni iniziativa è lo stesso: far incontrare le persone con il Signore. «Questo è il centro: non vogliamo perderlo». "Villa Immacolata è “pane buono”: entrarvi e tornare a casa ci fa riappropriare del nostro essere veramente cristiani"
Ci sono almeno tre chiavi di lettura con cui si può accostare l’incontro residenziale dei vicari foranei con il vescovo Claudio e i vicari episcopali che si è svolto il 22-23 giugno a Villa Immacolata di Torreglia.
Un “dolore condiviso” con quello del Papa e degli altri leader cristiani, come il patriarca ecumenico Bartolomeo, e di tante altre personalità e istituzioni che in questi giorni “si sono espresse in modo chiaro”.
«Festeggiare i 70 anni di Villa Immacolata – sottolinea don Federico Giacomin, il direttore della casa di spiritualità diocesana – vuol dire celebrare il primato di una voce che affascina. Voce che dice: vieni in disparte, non ti lascerò solo. È una voce che dice la centralità di Dio dentro la nostra vita, prima di ogni attività...».
La storia di Villa Immacolata si intreccia, per ben 50 anni, con quella di Sante Poggese, classe 1949, arrivato nella casa il 19 marzo 1970 senza sapere cosa fosse una casa di spiritualità. Ma pian piano si è immerso nel clima, nel silenzio, nella preghiera, nella meditazione. Qui ha lavorato per 50 anni, ha vissuto e continua a essere presenza fissa e costante, un volto accogliente e rasserenante, due mani che si danno da fare per curare il giardino o fare altri piccoli servizi. È la memoria storica di questa oasi
Mosca, Romania, Cipro, Georgia, Romania. Il mondo ortodosso reagisce duramente alla decisione di trasformare la basilica di Santa Sofia di Istanbul in moschea. “È un duro colpo per l'ortodossia mondiale”, dice senza giri di parole il metropolita russo Hilarion. “Penso che la decisione presa influenzerà sicuramente le relazioni di questo Paese con il mondo cristiano. Più di una volta, anche negli ultimi giorni, abbiamo sentito le voci dei leader cristiani che hanno invitato le autorità turche a fermarsi”. Ma non lo hanno fatto