Per i giovani la proposta della diocesi è di dedicare questo tempo estivo senza grest, campiscuola, pellegrinaggi... a stare con i poveri della “porta accanto”. Ecco le storie delle giovani e dei giovani della diocesi di Padova impegnati nelle Caritas in parrocchia
La presidenza diocesana, confrontandosi con i responsabili, ha messo in campo una serie di spunti per vivere con fantasia – e facendo rete – l’estate 2020
Domenica 5 luglio, Padova, Basilica Cattedrale.Diretta streaming su Youtube della Diocesi con momento di preparazione dalle ore 17.40Diretta televisiva della celebrazione sul Telenordest (canale 19 del digitale terrestre, dalle ore 18
201.119 parti assistiti, 33.393 trasporti in ambulanza per emergenze ostetriche, 539.672 visite pre e post natali per un totale di 2.711.257 pazienti trattati.
Lunedì 6 luglio, ore 20.30zoom e facebook (profilo del Centro universitario di Padova). Lunedì 20 luglio, poi, sarà la volta della monaca Cristiana Dobner sul tema "Marta e Maria e l'amicizia con Gesù", sempre su Zoom dalle 20.30 alle 22.
Mondragone, in provincia di Caserta, è da giorni sotto i riflettori per la scopera di un focolaio di coronavirus. L'emergenza, però, ha scoperchiato una realtà difficile dove ci sono famiglie bulgare di etnia rom che vivono in condizioni ai limiti: le donne nei campi lavorano tutto il giorno per 1,5/2 euro all'ora, gli uomini passano la giornata in strada senza far niente, i bambini non frequentano la scuola. "Noi - ci racconta don Osvaldo Morelli, che è anche il direttore della Caritas diocesana di Sessa Aurunca - siamo gli unici che dialoghiamo con loro, li accogliamo a mensa e li aiutiamo. Gli altri sanno, ma fanno a scaricabarile sulle responsabilità"
L'accordo durerà tre anni e prevede una reciproca collaborazione mirata alla tutela dei minori sul territorio italiano sia nel periodo di emergenza sanitaria sia dopo che questa potrà considerarsi contenuta e terminata
Papa Francesco ha chiamato al telefono il parroco di San Paolo della Croce, a Roma, don Roberto Cassano, per salutare la comunità che stava per riunirsi in streaming per la festa di fine anno.
L’idea è nata dai giovani volontari: perché non accogliere i coetanei, dai 15 anni in su, e far conoscere loro – di sera – la realtà dell’Opera della Provvidenza attraverso il gioco?