Vogliamo fare scuola. La Fidae progetta la scuola di domani

La campagna "Vogliamo fare scuola", lanciata dalla Fidae (Federazione istituti di attività educative) l’8 maggio, racchiude, in tre semplici parole, il pensiero non solo di insegnanti, personale amministrativo e collaboratori, ma anche genitori, famiglie e studenti. Ed è chiaro anche il senso di pluralità - il "noi" - insito nella campagna.

Papa Francesco: ai sacerdoti di Roma, “abbiamo vissuto comunitariamente l’ora del pianto del Signore”

“Tutti abbiamo ascoltato i numeri e le percentuali che giorno dopo giorno ci assalivano; abbiamo toccato con mano il dolore della nostra gente. Ciò che arrivava non erano dati lontani: le statistiche avevano nomi, volti, storie condivise. Come comunità presbiterale non siamo stati estranei a questa realtà e non siamo stati a guardarla alla finestra; inzuppati dalla tempesta che infuriava, voi vi siete ingegnati per essere presenti e accompagnare le vostre comunità: avete visto arrivare il lupo e non siete fuggiti né avete abbandonato il gregge”. 

Scuola. La scuola da ripensare a partire dagli insegnanti

Il Covid ci ha travolto tutti, confinandoci in casa e infondendo paura e disorientamento.Per un momento la novità della didattica a distanza ha acceso la creatività. Poi però, all'entusiasmo iniziale, è seguita la consapevolezza che è come tenersi per mano con la punta delle dita: basta un niente per staccarsi e separarsi per sempre. No, questa non è proprio la scuola che vorremmo, perché la scuola e uno spazio fisico prezioso e insostituibile che oggi più che mai deve essere ripensato.