“La durezza delle misure che si sono dovute adottare per fronteggiare l’emergenza sanitaria – unita al laicismo e alla secolarizzazione nelle nostre società – ha condotto in non pochi casi a mettere in dubbio il servizio della Chiesa come essenziale e a non rispettare la libertà di religione e di culto, accantonando o dimenticando il ruolo chiave della religione nelle società europee”.
Pensando all’estate 2020, la situazione è di grande incertezza generale. Ad oggi non sappiamo se, quando e come ci sarà la possibilità di permettere socializzazione e aggregazione di persone. La sensazione è di tempi ancora lunghi...
“I Vescovi italiani non possono accettare di vedere compromesso l’esercizio della libertà di culto. Dovrebbe essere chiaro a tutti che l’impegno al servizio verso i poveri, così significativo in questa emergenza, nasce da una fede che deve potersi nutrire alle sue sorgenti, in particolare la vita sacramentale”.
“Preghiamo insieme oggi per le persone che svolgono servizi funebri. È tanto doloroso, tanto triste quello che fanno, e sentono il dolore di questa pandemia così vicino. Preghiamo per loro”.
Il responsabile della cappellania di un ospedale toscano si racconta al Sir: “Accolgo i malati nella mia vita cercando di alleviarne solitudine e disperazione e aiutandoli a dare un senso alla loro sofferenza”. La paura c’è ma “bisogna saper rischiare. Gesù come si sarebbe comportato?”
Anche questa settimana domenica 26 aprile (terza domenica di Pasqua), alle ore 10 sul canale Youtube della Diocesi di Padova (http://www.youtube.com/c/DiocesiPadovaVideo), verrà trasmessa la messa presieduta dal vescovo Claudio Cipolla, in forma non pubblica.