Papa Francesco: «Non si tratta più soltanto di “usare” strumenti di comunicazione, ma di vivere in una cultura ampiamente digitalizzata che ha impatti profondissimi sulla nozione di tempo e di spazio.»
Ancora un mese per partecipare al concorso nazionale, rivolto alle parrocchie, che premia progetti di utilità sociale coniugando solidarietà e formazione.
Con l'obbligo delle mascherine la pandemia Covid-19 ha reso ancora più complicata la già difficile vita delle persone sorde. Un'ulteriore barriera comunicativa che si aggiunge alle altre. Come la (quasi) impossibilità di partecipare alla messa, la scarsa inclusione nella vita delle comunità cristiane, le confessioni sbrigative, la mancanza di sostegno spirituale. Per Luca Lamano, sordo, catechista e ricercatore Cnr, servono interpreti e sacerdoti che conoscano la lingua dei segni, uno spazio e una pastorale dedicata
"Rappare non è difficile, rappare non è noioso, dite a Gesù ‘mi fido di te’": si apre così il rap delle suore polacche. Un mix virale e accattivante di parole, ritmo e ballo, che “contagia” ogni luogo della loro quotidianità.
«È stato un momento intenso e di forte vicinanza al vissuto di sofferenza e di impegno di tante persone e particolarmente emozionante perché il papa ha impegnato la maggior parte del tempo dell’udienza a passare a salutare uno a uno i presenti, dedicando a ciascuno una parola e un pensiero. Ci ha detto: “Ora state fermi e passo io a salutarvi”. Tutto si è svolto in un clima davvero familiare».
Si è insediato oggi il Tavolo di lavoro congiunto tra Ministero dell’istruzione e Conferenza episcopale italiana per l’approfondimento di temi relativi all’insegnamento della religione cattolica e per la definizione dell’intesa sul concorso per gli insegnanti di religione.
Un “abbraccio ideale” alle Regioni italiane più colpite dal coronavirus: l’ha dato, stamattina, Papa Francesco, ricevendo in udienza una rappresentanza di medici, infermieri e operatori sanitari provenienti dalla Lombardia, “una delle Regioni italiane più colpite dall’epidemia di Covid-19, insieme al Piemonte, all’Emilia Romagna e al Veneto, segnatamente Vo’ Euganeo, qui rappresentato dal vescovo di Padova.