Per il Giubileo l’Unitalsi si prepara agli straordinari

Il presidente nazionale, Salvatore Pagliuca: «Non sarà un gioco mettere insieme le forze per accogliere tutti i pellegrini disabili e ammalati. Già da adesso il nostro numero verde è rovente per le telefonate». Intanto è cominciata col Triveneto la stagione dei pellegrinaggi per Lourdes. Persistono difficoltà con le ferrovie francesi che creano disagi. Bene Trenitalia, unica compagnia che ha mezzi adeguati.

«Crocifissi per la fede con il nostro silenzio complice»

Parole forti del papa nella sua meditazione. Chiamati a portare la croce, testimoni dai luoghi del dolore: Siria, Nigeria, Iraq, Egitto, Cina, Terra Santa, oltre agli italiani. Nei testi di Renato Corti, vescovo emerito di Novara, ad ogni stazione «sentimenti e pensieri che hanno potuto abitare nella mente e nel cuore di Gesù», oltre al lasciarsi «interpellare da alcune situazioni di vita».

«Come uno schiavo, Gesù lava i nostri piedi»

«Gesù lava come uno schiavo i nostri piedi, i piedi dei discepoli». Lo ha detto il Papa, nell’omelia della messa in Coena Domini al carcere romano di Rebibbia, sottolineando che durante l’ultima cena Gesù «fa un gesto che non capivano, lavare i piedi: era uso, era un’abitudine, perché la gente quando arrivava in una casa aveva i piedi sporchi dalla polvere del cammino». Guarda le immagini della fotogallery

Giubilei, una storia iniziata nel 1300

È Bonifacio VIII a indire il primo anno santo della storia per riaffermare il prestigio del pontificato e l'universalità del cristianesimo di fronte alla crisi delle due istituzioni-cardine del Medioevo, papato e impero, e alla nascita degli stati europei. Fin dall'inizio i giubilei si rivelano grandi eventi della cristianità ma anche specchio del tempo e realtà in grado d'influenzare società e cultura.

La prima volta di un papa (Francesco) nel Tempio valdese

Visitare i fratelli evangelici in una delle loro sedi storiche è un gesto che "riempie il futuro". Ma è tutto l'incontro con la chiesa di Torino, a partire dalla Sindone e dal Cottolengo, che si annuncia come un momento felice di umanesimo cristiano. A cui si aggiunge la volontà espressa dall'arcivescovo Nosiglia di consegnare nelle mani del papa le elemosine dei pellegrini della Sindone.

Il papa chiede lavoro e poi denuncia: «La corruzione spuzza»

Giornata intensissima quella vissuta da Francesco. Dopo il prologo a Pompei, eccolo a Scampia. Poi un lungo, interminabile corpo a corpo, con un popolo entusiasta al quale non si è mai sottratto: «Siamo tutti napolitani…». Il "miracolo" del sangue di San Gennaro che si è liquefatto. L’inconfondibile augurio: «E ca a’ Maronna v’accumpagne!». Il saluto, uno a uno, di tutti i 120 detenuti a Poggioreale.

Altro che alibi “spiegativi”. È tempo di responsabilità

Sempre simpatici e incisivi i neologismi di papa Francesco. Chi non ricorda il suo appello a essere “perdonatori”? Oppure l’invito alla chiesa a essere “facilitatrice” e non controllore della fede? In questi giorni nella consueta omelia di casa Santa Marta il papa ne ha creato uno nuovo. Ha parlato di alibi “spiegativo” delle nostre mancanze, dei nostri peccati.Per leggere il servizio iscriviti gratuitamente al nostro sito.