«Ho pensato spesso a come la chiesa possa rendere più evidente la sua missione di essere testimone della misericordia. È un cammino che inizia con una conversione spirituale». Così papa Francesco ha annunciato l’Anno santo della misericordia, che inizierà nella prossima solennità dell’Immacolata Concezione e si concluderà il 20 novembre del 2016, domenica di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’universo.
La scrittrice, «cattolica un po' anomala» come lei stessa si definisce, ha uno sguardo positivo sul grande appuntamento che la chiesa, e non solo, è chiamata a vivere: «Tutti abbiamo bisogno di misericordia: tutti, credenti o non credenti, possiamo offrire o ricevere misericordia, cioè possiamo partecipare al Giubileo in senso attivo o passivo».
Nel messaggio per la quaresima di quest'anno papa Francesco invita a considerare la preghiera come un mezzo efficace al fine di superare la tentazione dell’indifferenza e della durezza del cuore, dove potrebbe cadere chi si trova nel comodo e nella tranquillità. L'invito a porre gesti di carità.
Ricorre oggi il secondo anniversario del papato di Jorge Mario Bergoglio. Il fondatore della comunità di Bose, Enzo Bianchi riflette sui gesti e le parole di papa Francesco: «Ha una tale passione per il vangelo e per l’imitazione – questo è il termine corretto – del Gesù uomo in tutti i suoi atteggiamenti, che cerca di ripeterne i gesti, quegli stessi gesti che scandalizzano oggi come ieri».
Padre Paolo Gurini, camilliano, 45 anni, 26 di professione religiosa. Da nove anni è a Padova, dove si occupa della pastorale giovanile nella parrocchia – appunto – di San Camillo de’ Lellis e in ospedale del sostegno spirituale ai malati presenti nei reparti di chirurgia e pneumologia.
Padre Lorenzo Snider, 38 anni, 10 anni di promessa, è impegnato sul fronte dei giovani. Il religioso, appartenente alla Sma (Società delle missioni africane) di Feriole, è tornato in Italia dopo otto anni di missione in Costa d’Avorio.
In 80mila a piazza San Pietro con papa Francesco per celebrare il 10° anniversario della morte del fondatore don Luigi Giussani e i 60 anni dalla fondazione del movimento, che conta circa 300mila membri sparsi in tutto il mondo. Il saluto di don Juliàn Carron: «Come mendicanti, col desiderio di imparare, per essere aiutati a vivere con sempre maggiore fedeltà e passione il carisma ricevuto».