«Il perdono consente di aprirsi all’amore alla vita generativa»

Papa Francesco e la misericordia. Massimo Recalcati, psicoanalista : «Il nostro è il tempo della "notte dei Proci". Sembra che l’unica forma possibile della legge sia quella dell’assenza di legge… dove l’unica forma possibile della legge sia quella del godimento senza limiti. Dunque è il tempo dell’odio e della prepotenza, della rivalità di tutti con tutti… Per questo la parola di Francesco suona forte nella sua inattualità».

«È il suo invito ad andare lontano incontro al mondo»

Francesco è le periferie. Jean-Louis Schlegel, filosofo e sociologo francese: “Per lui, arcivescovo di Buenos Aires, la giustapposizione di grandi ricchezze e di immensa povertà è una esperienza e una evidenza immediata. La periferia, allungata all'infinito, è il luogo simbolo della povertà materiale, culturale, affettiva... e al tempo stesso il simbolo aggressivo di tutti i cambiamenti e i contrasti di spazio/tempo post-moderno” 

«La risorsa principale è riconoscere i valori reciproci»

Il papa e la cultura dell'incontro. Giuseppe Vacca, presidente della fondazione Istituto Gramsci di Roma: «Ereditiamo dalla modernità una progressiva distinzione nel rapporto tra la politica e la religione. E quindi tra credenti e non credenti. Impostare il problema in termini di incontro e collaborazione significa partire da una visione positiva della modernità, riconoscendo che il destino non è segnato dal nichilismo».

Francia: una distanza da colmare

Il sito della Conferenza episcopale ha messo on line una sintesi curata da Pierre-Marie Carré, arcivescovo di Montpellier e vice-presidente. L’aumento dei divorzi pone il problema delle seconde nozze ed emerge la proposta di ispirarsi alla pratica della chiesa ortodossa. La sollecitazione ad «aiutare i genitori che hanno un figlio omosessuale, a vivere questa situazione con un atteggiamento giusto».