Riportiamo di seguito le parole pronunciate dal Cardinale Matteo Zuppi, Arcivescovo di Bologna e Presidente della CEI, all’inizio della preghiera del Santo Rosario.
Più di tre anni di conflitto hanno lasciato l'Ucraina in una situazione umanitaria tragica. Oltre 12,7 milioni di persone hanno bisogno urgente di assistenza, mentre 6,8 milioni di rifugiati ucraini sono fuggiti nei Paesi vicini in cerca di sicurezza. Dentro i confini ucraini, oltre 3,6 milioni di persone sono sfollate, costrette ad abbandonare case e vite precedenti. Dal febbraio 2022, Caritas è in prima linea, offrendo assistenza medica, psicologica e sociale, con un focus speciale sulla protezione delle persone più vulnerabili.
Oggi si celebra la Giornata nazionale di preghiera per l’Ucraina, istituita dalla Verkhovna Rada il 24 febbraio, anniversario dell’invasione russa. Il nunzio sottolinea il potere trasformante della preghiera, capace di ispirare azioni di pace oltre l’azione politica umana
I volontari della parrocchia di Santa Maria Assunta di Maccio, piccolo centro in provincia di Como, a ridosso del fronte ucraino per sostenere la popolazione oppressa dalla guerra. Un nuovo viaggio per consegnare 13.000 chilogrammi di generi di prima necessità e raccogliere testimonianze di chi invoca giustizia e pace. Di città in città, a ridosso della linea del fronte in Ucraina, a tre anni dall'inizio della guerra, il racconto dell'ultima missione di "Frontiere di Pace”, piccola ma significativa realtà che ha base nella parrocchia di Maccio.
Operazione Colomba, Kherson. "Da tre anni abbiamo scelto di 'abitare questo conflitto' con tanti giovani che, come noi, credono in un approccio nonviolento. Non sappiamo ancora come riusciremo a mantenere la promessa, ma non possiamo abbandonare chi è rimasto qui. Condividiamo con loro ogni giorno rischi e difficoltà. Dobbiamo però fare di più! La nonviolenza è un percorso che cura le ferite, ma ha bisogno di essere sostenuta da gesti concreti. Non possiamo limitarci ad assistere inerti, e né lasciare giocare i potenti a fare politica con la vita e i beni altrui. Amare significa non abbandonare. Lavorare per la pace vuol dire mettersi in gioco per un futuro migliore, garantito a tutti e non solo a pochi".
Seconda domenica di ricovero per Francesco, che ringrazia per il sostegno e invita alla pace. All’Angelus, un appello ai diaconi: “Annunciate l’amore di Dio senza paura”