Domenica scorsa, a Thiene, si è tenuta la Marcia per la pace: oltre trecento i partecipanti con bandiere e cartelli che ricordano le numerose nazioni in guerra oggi.
La parrocchia romana dei Santi Fabiano e Venanzio e la Conferenza episcopale turca hanno celebrato ieri la messa in memoria del sacerdote, ucciso nel 2006 a Trabzon mentre teneva in mano una Bibbia
Papa Francesco, all’Angelus, si sofferma sul “continuo movimento di Gesù”, come a dire che egli “va incontro all’umanità ferita” e “ci manifesta il volto del Padre”
La sera del 15 gennaio scorso, in un agguato stile mafioso nei pressi della fermata dell’autobus del quarto lotto di Corviale, un uomo di 33 anni, Cristiano Molè, con precedenti penali e una condanna di 3 anni scontata in carcere, è stato ucciso con una raffica di colpi di arma da fuoco. Il grave fatto di cronaca è senza precedenti nel quartiere, per modalità di esecuzione, luogo e orario. Per cercare di capire quanto il territorio in questi ultimi anni sia cambiato, e scoprire quanto la popolazione abbia risentito di questo omicidio, siamo andati dal sacerdote che da 8 anni è parroco della chiesa del palazzo lungo un chilometro: don Roberto Cassano.
“La violenza, sotto ogni sua forma, è un linguaggio che rifiutiamo categoricamente. Essa non ispira mai i gesti e le parole di chi si professa credente nel Dio della pace e della mitezza, pertanto non può trovare spazio nella società civile, a meno che non si ricerchi lo smarrimento di ciò che rende umani”.
La congregazione religiosa, per il centenario della fondazione, ha vissuto un anno tra iniziative di spiritualità e di approfondimento del triplice carisma. Il Papa ha concesso l'indulgenza plenaria. La conclusione, il 10 febbraio, a Roma
“Nel cammino verso il compiersi del nostro centenario, proprio nei prossimi giorni, ravviviamo la consapevolezza di essere discepole del Maestro Gesù, il Crocifisso Risorto, donne dell’aurora, donne del Vangelo. In questo convegno abbiamo sentito anche lo Spirito di Pentecoste, dove confluivano persone, lingue, culture diverse, e allo stesso tempo dove abbiamo potuto parlare un’unica lingua, quella della fede in Cristo Gesù, come Famiglia paolina e dove tutti ci siamo sentiti a casa, poiché tutti siamo entrati nella danza dell’incontro, dell’accoglienza, del rispetto, dell’ascolto e del dialogo, pur con i disagi dovuti al cambio di fuso orario di clima”.