“Ricoveriamo bambini, giovani, adulti, donne, anziani, molti civili. Sono tanti i danni collaterali della guerra”. La testimonianza dell'operatrice di Emergency, nel Paese asiatico dallo scorso febbraio. "Ho sempre pensato che questo ambiente potesse permettermi di vedere il mio lavoro da una prospettiva completamente diversa". La situazione è cambiata con la "fuga" degli occidentali, il ritiro delle forze governative e l'arrivo al potere dei talebani. Leila Borsa spiega: "qui c'è calma apparente. Ma la gente che ha perso tutto si ritrova in un clima di incertezza a dover ricominciare da zero"
“Si fa appello ai sentimenti di accoglienza che noi come albanesi abbiamo, ma è anche il rispetto di patti internazionali che abbiamo sottoscritto sia con la Nato sia con altre istituzioni internazionali”.
Caritas Haiti, supportata dalle Caritas nazionali presenti nel Paese e da Caritas internationalis, è in prima linea nei soccorsi alle persone colpite dal terremoto di magnitudo 7,2 che il 14 agosto ha colpito le zone del sud-ovest, con 1400 morti finora accertati, 6.900 feriti e 37.000 abitazioni distrutte. Caritas italiana è presente ad Haiti dal 2010 con operatori umanitari, a sostegno della Chiesa e popolazione locale.
Si tratta della prima sui lavoratori della gig economy presentata in Europa e della prima in Italia in materia di diritto del lavoro. "Iniziativa nuova dai possibili effetti dirompenti"
Il team di esperti, composto da personale sanitario, ingegneri strutturali, tecnici e logisti provenienti da sei paesi dell'Ue, raggiungerà il Paese nelle prossime ore. In partenza anche un medico italiano, specialista in maxi emergenze
L'Unicef: “Migliaia di famiglie sfollate in Afghanistan, altissimo rischio anche di separazioni". Save the Children: "Popolazione senza cibo e acqua, vicina un'epidemia". Emergency: "Il nostro ospedale è al completo”
Gravi danni, feriti e vittime sono segnalati dopo il sisma di magnitudo 7,2. Il direttore generale Unicef: “Sconvolte innumerevoli vite, stiamo lavorando per la ripresa dei servizi essenziali: servono assistenza sanitaria e acqua pulita"
Colombo e Scalettari: “Confidiamo che questo appello venga accolto senza indugi e senza rimpalli. Ci commuoviamo per le vittime delle violenze in Afganistan, non giriamoci dall’altra parte quando le persone fuggono da guerre e fame”
Il Coordinamento Donne ricorda che secondo la classifica Eurostat appena pubblicata le madri italiane sono le più penalizzate di tutta Europa. "Triste primato, servono incentivi"