L’uomo è membro della Jammu Kashmir Coalition of Civil Society (Jkccs), una rete schierata in difesa dei diritti umani, ed è anche presidente dell’Asian Federation Against Involuntary Disappearances (Afad), nata per contrastare le sparizioni forzate. In sua difesa sono schierate le maggiori organizzazioni nazionali e internazionali
Sono “d’oro” e non sono esclusiva dei politici. Poi ci sono i “baby pensionati” che costano alle casse dello Stato quando il reddito di cittadinanza, mentre i giovani si guardano attorno verso nuove formule per la vecchiaia. E sull’anticipata balla ancora il Governo.
Morti. Macerie. Alberi sminuzzati. Palazzi trasformati in detriti. Finestre, tetti, porte spazzati via e ridotti a detriti. Lamiere attorcigliate, linee elettriche abbattute, auto disintegrate. Questo è il Ground zero di Mayfield, pari alla distruzione registrata sulla superficie terrestre sopra l’epicentro di un’esplosione atomica. Qui a colpire, però, non è stata una bomba ma una furia di venti a 320 chilometri orari, che hanno seminato vittime e devastazioni
“Sono vicino alla comunità di Ravanusa che sta vivendo momenti di apprensione in seguito all’esplosione causata da una fuga di gas. Prego per quanti si stanno impegnando nel contenere il pericolo. Il Signore ci mantenga forti nella tribolazione e aperti alla speranza”.
Gli alberi delle foreste di Ucraina, testimoni di una disumanità senza frontiere e che vede estendersi l’ombra di un conflitto, hanno cercato e cercano di proteggere con i rami e con la legna per il fuoco.
Il missionario comboniano, raggiunto in Mozambico dalla redazione di Popoli e Missione, contesta la decisione di bloccare i voli dall’Africa Australe verso l’Europa. "Ancora una volta la scienza è ostaggio della politica? La paura prevale sulla ragione? A me pare che sulla variante Omicron si stia facendo del terrorismo mediatico che discrimina l’Africa”. Poi racconta di altri problemi che attraversano il continente: le carenze alimentari, i conflitti e persino il ritardo della stagione delle piogge
La prossima primavera si terranno le elezioni legislative nel Paese governato dal sovranista Viktor Orban. Il leader di Fidesz sarà sfidato da Peter Marki-Zay, 49 anni, cattolico, conservatore, padre di 7 figli, sindaco della sua città. La campagna elettorale sarà segnata da media compiacenti, mentre la società civile fa i conti con leggi restrittive, media zittiti e un referendum "orientato". Sullo stato di diritto è aperto un contenzioso con l'Unione europea
“Ogni cuore del Myanmar sta dicendo con grande dolore: questa è la nostra terra. Terra su cui è scesa l’oscurità, dove la morte violenta è norma. Terra diventata una valle delle lacrime”. “Con Gesù vogliamo proclamare: sia pace. Alla Nazione che si è inferta queste ferite, diciamo: ora basta, mio caro Myanmar”.
L’associazione: “Se ci fosse un aumento indiscriminato delle retribuzioni, si finirebbe per alimentare il lavoro nero, con conseguente aggravio delle condizioni professionali di moltissime colf e badanti”. Ribadita la necessità di politiche di sgravi e di sostegno alle famiglie