Un’Europa resiliente, sociale, verde, digitale e globale: sono i cinque pilastri del programma della presidenza del Consiglio dei ministri Ue, detenuta dal Portogallo dal 1° gennaio, per questo semestre.
“In 30 anni trascorsi in Terra Santa ho visto tanti fallimenti dei progetti di pace e della politica e insieme a me anche la nostra gente. Parlare di pace ormai è uno slogan retorico in un contesto dove il conflitto esiste e lo tocchi con mano ogni giorno. Come Chiesa, tuttavia, non possiamo rinunciare a parlare e a sognare la pace che non deve partire dalle attese politiche ma dal nostro atteggiamento come persone e come comunità. Partire dal basso”.
L'enorme sofferenza del teatro e in particolare degli addetti ai lavori e delle maestranze. Le voci di Beltotto (Teatro stabile), Celestini e Sinibaldi (Radio 3). Il Covid morde la cultura che freme per ripartire e intanto esplore nuove vie per raggiungere il pubblico che non incontra da più di un anno
«Nessuna corsia preferenziale - spiega Daniele Donato, il direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Padova - solo abbiamo deciso di iniziare i vaccini andando a privilegiare i reparti covid e selezionando il personale sanitario in ordine di età: dai più vecchi ai più giovani»
Alle 2.49 ha visto la luce la piccola Evelyn, nata all’Ospedale di Camposampiero, 3380 gr per 50 cm di lunghezza. Un fiocco azzurro ed uno rosa per i due bimbi nati nella notte di San Silvestro.
“La pandemia ha scavato solchi profondi nelle nostre vite, nella nostra società. Ha acuito fragilità del passato. Ha aggravato vecchie diseguaglianze e ne ha generate di nuove”.
“Un importante spunto di riflessione – quanto mai attuale in questo momento – circa la necessità di operare per un progresso umano che ritrovi nella fraternità, nella giustizia e nella pace le sue stesse fondamenta”.
LE PAROLE DEL 2020. All’inizio della pandemia si sono diffuse diverse fake news sul legame tra coronavirus e popolazione straniera: dalla bufala sulla presunta immunità al pericolo contagio. Il linguista Faloppa: “Comunicazione spesso ambigua e difficoltà di veicolare informazioni essenziali. Sul piano linguistico ancora molto da fare”
In Afghanistan, più di 300.000 bambini si trovano senza abbigliamento invernale e riscaldamento adeguati a dover affrontare un inverno, col rischio di ammalarsi e nei casi peggiori anche di perdere la vita.