Perché si protesta in Cile? Barlocci (Università Cattolica del Norte), “il 90% della popolazione non arriva a fine mese”

"Una parte della società, l’1% del Paese, vive in un'isola di pace perché ha nelle mani gran parte della ricchezza prodotta. Noi siamo 17 milioni e mezzo di abitanti ma 11 milioni sono indebitati e più di 4 milioni e mezzo sono morosi e non sanno come pagare i loro debiti. Il successo cileno era solo una favola ed ha eroso il terreno della solidarietà sociale". Queste le ragioni delle violente manifestazioni in Cile rivelate al Sir dal giornalista e docente Alberto Barlocci, che vive a La Serena, una delle città dove è in vigore il coprifuoco

Libano. Padre Karam (Caritas): “basta promesse, è tempo di fatti concreti”. Rischio infiltrazioni nelle proteste

“Il popolo ha ragione a manifestare per esprimere il proprio dissenso sulle scelte politiche che negano anche i diritti minimi. Basta con le promesse, è tempo di fatti concreti”. Padre Paul Karam, presidente di Caritas Libano, interviene sulle proteste popolari contro il carovita e la corruzione in corso nel Paese. E avverte: "il rischio di caos e di vuoto politico potrebbe favorire infiltrazioni di chi non ha a cuore il bene del Libano". L'appello al Governo, al popolo e alla comunità internazionale dei patriarchi e vescovi libanesi, cattolici, ortodossi e di altre denominazioni cristiane

39 morti in container: card. Hollerich (Comece), “è uno scandalo morire in Europa così”

“È uno scandalo che in Europa si possa morire ancora così e come cristiani non possiamo tacere”. Sono un grido di orrore le parole pronunciate dal card. Jean-Claude Hollerich, presidente della Comece (Commissione delle conferenze episcopali dell’Ue) commentando la tragedia dei 39 corpi trovati senza vita in un container in una zona industriale nell’Essex, nel sudest dell’Inghilterra.

Maltempo: in Piemonte fiumi di fango, danni alle coltivazioni e allagamenti. Le testimonianze da Gavi e Acqui

È di due morti e di circa un centinaio di sfollati il bilancio del maltempo che ha colpito il Nord Italia. Frane, allagamenti, danni alle coltivazioni per milioni di euro. Il Piemonte ha chiesto lo stato d'emergenza. In azione le squadre della Protezione civile e della Croce rossa. Per ora la situazione è sotto controllo, ma si è in allerta per ulteriori piogge previste per giovedì. Al Sir le testimonianze di alcune religiose residenti a Gavi, piccolo paese in provincia di Alessandria, e del vescovo di Acqui, in Piemonte

Haiti brucia nell’indifferenza del mondo. Cadorin (Caritas): “Siamo chiusi in casa, situazione rischia di precipitare”

Da oltre cinque settimane sono in corso violente proteste ad Haiti, con 19 morti e oltre 200 feriti. I manifestanti chiedono le dimissioni del presidente Jovenel Moïse, che non sembra intenzionato a lasciare il potere. L'insicurezza è altissima, manca il carburante e i generi alimentari lontano dalla capitale cominciano a scarseggiare. Durante le manifestazioni gli operatori umanitari lavorano da casa, ma i progetti subiscono rallentamenti. Parla al Sir da Port-au-Prince Alessandro Cadorin, operatore di Caritas italiana ad Haiti