Nell'atelier di “Rafedin - Made by Iraqi Girls”, ad Amman in Giordania, 23 ragazze cristiane irachene, costrette a fuggire dallo Stato Islamico e dalla violenza scoppiata nel loro Paese, provano a intessere i fili spezzati delle loro vite per ricostruirne la trama. Sognando una vita sicura e dignitosa, realizzano manufatti che sono tutti pezzi unici. Ma la cosa più bella che hanno realizzato è una coperta in patchwork, fatta di tante pezze e ritagli diversi di stoffa messi insieme, un vero mosaico di colori e geometrie. "È ciò che ci rappresenta meglio - dicono - perché quando siamo unite vinciamo"
Mentre in tutta Italia si registrano violenze negli istituti penitenziari, l'ispettore generale dei cappellani rivolge un appello ai detenuti a rispettare le regole che tutti gli italiani devono condividere per ridurre la diffusione del contagio. Al tempo stesso, il sacerdote rivolge un pensiero grato a chi si trova in prima fila per fermare le violenze e chiede a chi ha il potere di decidere di assumere anche scelte impopolari per il bene di tutti. Ai cappellani, che, nel rispetto delle norme del decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, possono entrare nelle carceri la richiesta di far sentire la vicinanza della Chiesa in questo difficile momento
Aveva sessant'anni e una polmonite acuta il turista tedesco affetto da Covid-19, deceduto in Egitto ieri, così come ha annunciato il ministero della Sanità egiziano. Si tratta del primo caso di decesso collegato al nuovo ceppo di Coronavirus...
Cresce la tensione nelle carceri italiane, una tensione scaturita dalle misure adottate per il contenimento del Coronavirus. Sei morti a Modena, detenuti sul tetto a San Vittore, tensioni e violenze a Bologna e Palermo. Decine di evasi a Foggia
A riportare la notizia sono i media locali, secondo i quali ad avere i sintomi della malattia sarebbe una donna di 40 anni. Unhcr: "Persone vanno spostate sulla terraferma. Sull'isola sovraffollamento"
Anche a Padova le persone detenute al carcere circondariale hanno avviato la protesta contro le misure di contenimento del contagio, ma anche perché sono preoccupati di contrarre l'infezione da chi entra dall'esterno.
Alla casa di reclusione, la situazione è tornata tranquilla dopo la rivolta scoppiata ieri che ha causato una decina di agenti feriti. L'inerzia provocata dalla sospensione di visite e attività è il peggior nemico in questa situazione d'emergenza.
"Abbiamo adottato una nuova decisione che si basa su un presupposto. Tempo non ce n'e'. I numeri ci dicono che stiamo avendo una crescita importante dei contagi, delle persone ricoverate in terapia intensiva e subintensiva e ahime' anche delle persone decedute. Le nostre abitudini quindi vanno cambiate. Vanno cambiate ora. Ho deciso di adottare subito misure ancora piu' stringenti, piu' forti".
Nell’ambito del monitoraggio sanitario relativo alla diffusione del Coronavirus sul territorio nazionale, al momento 7.985 persone risultano positive al virus. Ad oggi, in Italia sono stati 9.172 i casi totali.