“Oltre alla perdita di competitività esistono due rischi molto forti nel post-emergenza. Il primo è che con il depotenziamento delle nostre imprese, qualcuno venga a depredare il nostro sistema economico. Il secondo, gravissimo, è quello che la crisi esponga il territorio a infiltrazioni mafiose. Per farvi fronte va fatto un ragionamento ad ampio raggio. È necessario pensare subito a misure di protezione che non consenta che le nostre aziende vengano svendute e depredate”.
Il Governo Conte prorogherà almeno fino al 17 aprile le misure di contenimento del virus che stanno rallentando il contagio. In Veneto - dove i numeri continuano a crescere - la maggior preoccupazione è per le case di riposo. La Regione prova a correre ai ripari con il personale dei centri diurni ora chiusi. Via libera dall'Aifa per l'utilizzo dell'Avigam e per la somministrazione degli altri farmaci sperimentali a domicilio.
Sono circa 1200 le persone che vivono nella Piana di Gioia Tauro in luoghi insalubri. Le ong continuano ad assistere le persone e a chiederne il trasferimento. Piobbichi (Mediterranean Hope): “Se si verificasse un focolaio sarebbe gravissimo, sanità calabrese troppo fragile. Stiamo chiedendo aiuto alle istituzioni, bisogna agire ora e prevenire”
In Veneto a partire da domani, alle ore 9, le aziende colpite dall'emergenza coronavirus potranno presentare le domande di cassa integrazione in deroga.
“Stiamo vivendo una pagina triste della nostra storia. Abbiamo visto immagini che sarà impossibile dimenticare. Alcuni territori – e in particolare la generazione più anziana – stanno pagando un prezzo altissimo”.
C’è un fenomeno nuovo che preoccupa una parte d’Europa, dalla Romania all’Ucraina: è il ritorno nei Paesi di origine degli emigrati, in fuga (questa volta) dai Paesi dell’Europa occidentale, al momento più colpiti dal Coronavirus. Sebbene il Paese abbia chiuso le frontiere, l’Ucraina conta in queste ore 100mila rimpatri. A raccontare al Sir questo fenomeno è Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, capo della Chiesa greco-cattolica ucraina, che, in stretto contatto con le autorità civili e politiche del Paese, ha messo a disposizione per le persone in quarantena e, in caso, anche per i casi più gravi, le strutture ecclesiastiche, monasteri e seminari della Chiesa
Pare si voglia spostare l'evento per la primavera dell'anno prossimo. Il direttore del Comitato olimpico giapponese ha chiesto che la decisione venga presa il prima possibile per non rendere più difficili le decisioni successive
Carissimi, alle 18 di ogni giornata assistiamo alla comunicazione del bollettino di “guerra”. Certo non ci sono bombe e il peso della guerra non ha eguali, ma i morti sono tantissimi. Un elenco angosciante: tot casi, tot guariti, tot decessi. Dentro ogni numero c’è una storia, una famiglia, un mondo di bene.
Continuano i casi di contagio e decessi nelle strutture per anziani. Ospiti e operatori chiedono maggiori tutele. Medici senza frontiere avvia un progetto nelle Marche: “Portiamo nelle strutture la nostra esperienza di gestione delle epidemie, per far lavorare personale in sicurezza e proteggere i pazienti”