Georgia. Mons. Pasotto: “Tensione cresce. Si cerchino vie di pace, non di violenza”

Quinto giorno consecutivo di tensioni a Tbilisi, dove migliaia di cittadini sono scesi in piazza per protestare contro la decisione del premier Irakli Khobadidze di sospendere i negoziati di adesione all'Unione Europea fino a tutto il 2028. Davanti al parlamento georgiano si sono verificati scontri tra i manifestanti pro-Unione Europea e la polizia, che ha utilizzato gas lacrimogeni e idranti per disperdere la folla. La testimonianza di mons. Pasotto, amministratore apostolico del Caucaso dei Latini

Aleppo, colpito il Terra Santa College dei francescani. Chiarot (Caritas italiana): “Non si sa cosa potrà succedere in Siria”

Continua l’avanzata in Siria dei ribelli jihadisti filo-turchi del gruppo Hayat Tahrir al-Sham (Hts). Dopo aver conquistato Aleppo e le città vicine, i miliziani sarebbero entrati ad Hama, a 140 km a sud di Aleppo, mentre l'esercito regolare siriano, con il supporto aereo russo, avrebbe bombardato i ribelli rallentandoli nella marcia. Ieri, 1° dicembre, un raid aereo ha colpito il complesso francescano del Terra Santa College di Aleppo. Le testimonianze dalla Siria di operatori della Caritas Italiana e dell'ong Pro Terra Sancta

Ucraina. Mons. Yazlovetskyi (Caritas-Spes): “Sopravvivremo anche a questo inverno, ma per noi il nome della speranza è pace”

È stato Papa Francesco all’Angelus di domenica 1 dicembre a sollevare con preoccupazione la questione dell’inverno in Ucraina che rischia di esacerbare le condizioni già estremamente precarie di milioni di sfollati. "Saranno mesi difficilissimi per loro”, ha detto Francesco e “la concomitanza di guerra e freddo è tragica”. Parla mons. Yazlovetskyi, vescovo ausiliare di Kiev e presidente di Caritas-Spes Ucraina: “Rimango in silenzio perché temo di ripetere sempre le stesse cose. Ma per noi il nome della speranza qui in Ucraina è pace. Una realtà che prima davamo per scontata ma che oggi è diventata un dono che imploriamo”

Siria: forze jihadiste filo-turche entrano ad Aleppo. Mons. Jallouf: “Nessuna sorpresa”. Già 15mila sfollati

Le forze jihadiste filo-turche di Hayat Tahrir al-Sham sono entrate ad Aleppo, che negli ultimi otto anni è stata saldamente in mano alle forze governative, sostenute da Russia e Iran. Si riaccende così la guerra in Siria infiammando ancora di più il Medio Oriente. Da Aleppo la testimonianza del vicario latino e di agenzie umanitarie attive nella città siriana