L'emergenza si trasforma in caos e montano le proteste. Si attivano le autobotti, si sospendono le navi cisterne troppo care. Previsti investimenti, ma i tempi sono lunghi. La situazione, invece, richiede risposte immediate
“Sono rimasto scioccato dalla profondità delle sofferenze, della distruzione e degli sfollamenti diffusi a Gaza. I video che il mondo vede in televisione danno una visione importante dell’inferno che la gente sta sopportando da oltre 10 mesi. Ciò che non mostra appieno è come dietro gli edifici sbriciolati interi quartieri, mezzi di sussistenza e sogni sono stati rasi al suolo”.
È tornata la calma nelle città britanniche dopo una settimana di disordini e violenze in tutto il Paese. Ma lo stato di allerta non è rientrato. Liam Allmark, responsabile delle comunicazioni del Jesuit Refugee Service UK, fa il punto della situazione. “Le manifestazioni di solidarietà, che ci sono state negli ultimi giorni, sono importanti perché hanno fatto vedere che c’è una parte della società britannica che sta dalla parte dei migranti e respinge ogni forma di razzismo”. Ma il Rfs chiede al governo di mettere in atto tutte le misure necessarie per garantire che le persone siano al sicuro
A crescere, tra 2021 e 2023, anche i contratti a tempo indeterminato. In aumento i giovani occupati nelle professioni altamente qualificate. Ma ancora bassa la partecipazione al lavoro rispetto alla media Ue
Il testo, presentato dal ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara, non tiene conto dell’importanza dell’ambiente e del mare per la salvaguardia del Pianeta: “Necessario investire nella formazione, attraverso la promozione di una coscienza collettiva”
Alle 8.10 dell’8 agosto 1956, nella miniera di carbone “Bois du Cazier” di Marcinelle, in Belgio, scoppiò un incendio di vaste proporzioni. Oggi quel sito è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco e, ogni anno, in questa data – dichiarata dal 2001 Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo – si svolge una celebrazione per non dimenticare
Nove giornalisti arrestati in pochi giorni, tra cui una donna, sette dei quali chiaramente nel contesto delle contestate elezioni del 28 luglio scorso.
Il premio Nobel per la pace ed economista Muhammad Yunus, 84 anni, giurerà questa sera a Dhaka, come capo di governo ad interim del Bangladesh. Dopo le proteste degli studenti, la repressione con oltre 400 morti e la destituzione della premier Sheikh Hasina, al potere da 15 anni e ora fuggita in India, la popolazione del Bangladesh si avvia verso una nuova fase. Le minoranze - compresi circa 500.000 cristiani su 170 milioni di abitanti - sono in allerta. Sono infatti iniziati attacchi e atti di vandalismo contro gli indù. Una fonte al Sir auspica "un ristabilimento dell'ordine e della pace, essenziale, oltre che per non danneggiare ulteriormente persone e beni, anche per la ripresa economica"
Al disagio che muove le proteste, tante ong anche italiane. cercano di rispondere da tempo. Dai diritti dei bambini a quelli delle donne, ecco la mappa delle principali organizzazioni