I risultati delle primarie Usa parlano chiaro: a novembre la sfida sarà Biden-Trump

Biden contro Trump o Trump contro Biden: i risultati delle primarie statunitensi che si sono tenute martedì in 15 stati hanno chiaramente indicato che le elezioni di novembre saranno ancora una volta una sfida vintage, ma in uno scenario totalmente altro rispetto al 2020. Non c'è la pandemia, ma due guerre in corso, un'economia che pare florida ma non convince l'elettorato, un Congresso in cui l’ala moderata di entrambi i partiti si è enormemente ristretta. Ma il ruolo delle fedi continua ad essere determinante nel processo elettorale

Haiti. L’operatrice umanitaria a Port-au-Prince, “situazione grave e surreale. Metà città e aeroporto in mano alle gang”

Nei giorni scorsi sono evasi dalle carceri di Port-au-Prince, capitale di Haiti, almeno 3.896 detenuti. Il governo ha decretato lo stato di emergenza ma le gang tengono in ostaggio un intero Paese. Le frontiere terrestri sono chiuse. Flavia Maurello, rappresentante Paese dell’organizzazione non governativa Fondazione Avsi, che opera nell’isola caraibica da molti anni, descrive al Sir la situazione: "Siamo più preoccupati del solito. Uomini armati camminano per strada e controllano la zona, ma soprattutto tengono d'occhio l'aeroporto, in attesa di vedere quando il Primo ministro rientrerà nel Paese"

Donne: giovani e over 55 trainano il mercato del lavoro. Occupazione in calo delle 35-44enni

Il documento della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro. Aumenta il lavoro qualificato a tempo indeterminato, in particolare tra le giovani. Al Sud l’incremento più rilevante di lavoratrici. Tra le 35-44enni l’occupazione cala del 7,9%, con un saldo di circa 200 mila occupate in meno. A trainare la ripresa, i servizi di informazione e comunicazione (+19,4%), i comparti sanità e istruzione (+4,4%) e il settore turistico

Redistribuzione del reddito. Russo (Alleanza contro povertà): “Speriamo sia il segnale dell’inversione di tendenza”

“Che la diseguaglianza tra ricchi e poveri si riduca marginalmente è una buona notizia così come lo è il fatto che si sia ridotto il rischio della povertà. Ma da qui a dire che con il passaggio dal Reddito di cittadinanza all’Assegno di inclusione il problema è stato tranquillamente superato mi sembra un po’ eccessivo”, afferma il portavoce dell’Alleanza contro la povertà commentando i dati diffusi dall’Istat su “La redistribuzione del reddito in Italia”. “Credo che sia azzardato affermare che i nuclei che hanno ancora bisogno di essere sostenuti si siano ridotti da un milione a 480mila”, aggiunge, esprimendo “preoccupazione” per le centinaia di migliaia di famiglie tagliate fuori dall’Assegno di inclusione