Sono calati gli sbarchi in Italia (28.376 all’11 luglio, contro 73.173 di un anno fa: meno della metà) e il governo canta vittoria. La strategia dell’esternalizzazione dei confini sembra ora dare frutti, mediante gli accordi con il governo autoritario tunisino e il rinnovo dei finanziamenti a governo e milizie locali libiche. Certo occorre cautela: partenze e sbarchi da anni oscillano, in dipendenza di vari fattori, tra cui il meteo e le condizioni del mare, quest’anno a lungo sfavorevoli. Ciò che invece non vediamo e non vogliamo vedere sono i costi umani della repressione della mobilità transfrontaliera in Africa. Un recente rapporto Unhcr ha gettato una luce almeno parziale sulle morti nel deserto del Sahara. La cifra documentata è di 1.180 persone morte attraversando il deserto tra il gennaio 2020 e il maggio 2024
“Non è una guerra tra l’Ucraina e la Russia. Questa è la guerra tra il bene e il male”. È un racconto degli orrori quello di Oksana Stomina, scrittrice di Mariupol, autrice del libro “Lettere non spedite”. Sono indirizzate al marito. Non lo vede dal 16 marzo 2022. Di professione faceva il portuale. Quando sono arrivati i russi, si è arruolato volontario nell’’esercito. Da allora di lui non sa più nulla. E’ stato preso, processato ingiustamente, messo in prigione. La lista degli “orrori” subiti dai prigionieri è lunghissima, oltre ogni immaginazione.
Si è pregato per Donald Trump, ieri, in tante chiese americane. Si è pregato per l’ex presidente dopo l’attentato di cui è stato vittima sabato, durante un comizio in Pennsylvania e per tutto il Paese. Lo aveva chiesto la conferenza episcopale statunitense, per bocca del suo presidente l’arcivescovo Timothy P. Broglio, che in un comunicato aveva condannato la violenza politica spiegando che “non è mai la soluzione ai disaccordi politici”