Liberato mons. Álvarez insieme a mons. Mora Ortega. Sono già a Roma in esilio. In patria resta una Chiesa perseguitata ma viva

Mons. Rolando Álvarez, vescovo di Matagalpa e amministratore apostolico di Estelí, detenuto dal 19 agosto 2022 e condannato a 26 anni di carcere poco meno di un anno fa, il 10 febbraio 2023, dal regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo, è stato liberato e subito esiliato, attraverso un volo giunto a Roma. Con lui l’altro vescovo detenuto da qualche settimana, mons. Isidoro Mora Ortega, altri 15 sacerdoti e due seminaristi. Tutti hanno concelebrato una Messa, tornando a indossare i paramenti, come mostrano le prime immagini dei due vescovi esiliati, che sono stati accolti e presi in carico dalla Santa Sede

Nagorno Karabakh. Il dolore di un popolo senza terra e sotto assedio di cui “nessuno più parla”

Il Nagorno Karabakh appare sempre più come una “partita” giocata tra Russia, Stati Uniti, Europa e Turchia, sulla pelle delle 100mila persone costrette a lasciare la loro terra e a rifugiarsi in Armenia, senza casa e senza futuro. “Il mondo – dice padre Tirayr Hakobyan, archimandrita della Chiesa apostolica armena in Europa occidentale – non può chiudere la bocca di fronte a quanto sta accadendo e celare la verità. La giustizia non può rimanere ostaggio degli interessi. Questo silenzio renderà le guerre più prepotenti ma quel punto nessuno riuscirà più a fermarle”

Disuguaglianze: Oxfam, i 5 uomini più ricchi del mondo hanno raddoppiato le ricchezze mentre 5 miliardi di persone rimangono in povertà

Dal 2020 i 5 uomini più ricchi al mondo (Elon Musk, Bernard Arnault, Jeff Bezos, Larry Ellison e Warren Buffett) hanno più che raddoppiato le proprie fortune – da 405 a 869 miliardi di dollari – a un ritmo di 14 milioni di dollari all’ora, mentre la ricchezza complessiva di quasi 5 miliardi di persone più povere non ha mostrato barlume di crescita. 

Israele e Hamas: p. Faltas (Vicario custodia), “educare alla pace per cancellare dagli occhi e dal cuore dei bambini la vergogna della guerra”

“Educare alla pace è, e deve essere, un impegno, un bisogno, una necessità. Non si possono, infatti, lasciare spazi a violenza, odio e vendetta. È un bisogno per la gente che da molti anni non vede che morte, sofferenza e distruzione ed è un bisogno cercare di cancellare dagli occhi e dal cuore dei bambini la vergogna della guerra. È una necessità se vogliamo salvare questa umanità dalla tragedia della guerra e solo le nuove generazioni, i bambini di oggi, ci fanno sperare in un futuro senza il male assoluto rappresentato dalla guerra”.