I risultati mostrano al primo posto, come indicavano i sondaggi, Luisa González, candidata della sinistra, che affronterà la sorpresa rappresentata dal trentacinquenne Daniel Noboa, espressione del mondo finanziario, imprenditoriale, figlio del magnate Álvaro, che per cinque volte aveva tentato vanamente la corsa presidenziale. Per lei non sarà una passeggiata
“La situazione italiana è preoccupante: siamo di fronte a un'inflazione molto alta, quasi il 6%. E sappiamo che l'inflazione è una tassa piatta su chi è più in difficoltà. L'aumento dei costi al consumo e dei beni di prima necessità, oltre al rincaro della benzina, che sta superando tutti i limiti che potevamo immaginare, incide inevitabilmente su chi non ce la fa più”. A dirlo al Sir è Antonio Russo, portavoce di Alleanza contro la povertà in Italia, fotografando la situazione del Paese alla luce dei rincari dei prezzi e a seguito dell’eliminazione del Reddito di cittadinanza.
“Dopo cinque anni di sistematiche violazioni dei diritti umani, chiediamo al governo del Nicaragua di astenersi dall’intraprendere ulteriori azioni contro la libertà religiosa e di adempiere ai suoi obblighi internazionali, rilasciando immediatamente monsignor Rolando Álvarez e tutte le altre persone arbitrariamente private della loro libertà”.
Chiese cristiane prese di mira anche in Myanmar. Una chiesa cattolica nello Stato di Kayah e due chiese battiste nello Stato di Chin sono state danneggiate da attacchi aerei dell’esercito birmano. Si tratta di due regioni prevalentemente cristiane della nazione colpite dalla guerra civile.
I vescovi del Comitato permanente della Conferenza episcopale del Cile hanno diffuso ieri un messaggio in cui ricordano che “la violenza non è mai una via legittima”, alla luce dei recenti eventi violenti nei territori mapuche del Centro Sud, fatti che “sono motivo di grande tristezza e indignazione nel nostro Paese”, esprimendo la loro solidarietà alle famiglie e alle comunità colpite.
Croci divelte dai tetti, bibbie e cimitero profanati, almeno cinque chiese bruciate, cristiani costretti a fuggire dalle proprie case, molestati e picchiati, oggetti di valore saccheggiati: è accaduto ieri, 16 agosto, a Jaranwala, a 30 chilometri da Faisalabad, nello Stato del Punjab in Pakistan, dove una folla inferocita di cinque o seimila persone, urlando slogan estremisti, ha dato alle fiamme e vandalizzato numerose chiese e case appartenenti alla minoranza cristiana locale, circa 10.000 persone.
“La vita dei cristiani è continuamente sotto minaccia e sono vittime di una fortissima persecuzione e discriminazione. Dalla fondazione del Pakistan i cristiani stanno via via diminuendo e sono passati dal 20 al 4 per cento della popolazione. L’estremismo religioso islamico non permette, a chi non è musulmano, di vivere una vita pacifica in Pakistan. E così non solo i cristiani ma anche gli Indù e gli Ebrei continuano a lasciare il Paese”. A parlare è Shahid Mobeen, fondatore dell’associazione dei Pakistani Cristiani in Italia e docente di Filosofia presso la Pontificia Università Urbaniana.
“Sulla scia degli eventi profondamente dolorosi che si sono svolti a Jarnwala mi unisco al dolore di quanti sono stati colpiti e condanno fermamente l’incidente riprovevole che ha scosso non solo la nostra comunità ma le fondamenta stesse dei nostri valori”.