Tre dei quattro superstiti dell'ultimo naufragio nel Canale di Sicilia, cattolici, di nazionalità ivoriana, hanno chiesto ieri un incontro con il parroco di Lampedusa, don Carmelo Rizzo. Hanno tutti perso un familiare in mare. Gli hanno consegnato mazzi di fiori da mettere sulle bare che sono nel cimitero di Lampedusa e chiesto di pregare per i loro cari. Il racconto al Sir.
Il cordoglio, gli appelli e le richieste delle organizzazioni - da Oim a Unhcr, da Unicef a Sant'Egidio e Save the Children - dopo l'ennesimo naufragio nel Mediterraneo: si chiede l’attivazione di un sistema coordinato di ricerca e soccorso per salvare vite umane e l’apertura di canali di ingresso sicuri e legali
Il Mediterraneo è un cimitero per i migranti, ma il Nord Africa è un cimitero ben più grande e peggiore: di ritorno dalla Gmg di Lisbona Papa Francesco ha espresso la sua preoccupazione per la situazione nei Paesi africani che affacciano sul Mar Mediterraneo. Delle condizioni dei migranti sub-sahariani in Libia e Tunisia abbiamo parlato con Flavia Pugliese, referente di Terre des hommes per i progetti in Libia, che segue dalla Tunisia a causa del blocco dei visti
Al centro del confronto il tema dei ripetuti attacchi nei confronti di fedeli e clero cristiani nella Città Vecchia. Secondo la Polizia, ad oggi, sono stati aperti 16 fascicoli di indagine e 21 persone arrestate. Il commento del custode Patton
Al 30 giugno 2023, quasi 4,07 milioni di cittadini extracomunitari fuggiti dall’Ucraina a seguito dell’invasione russa del 24 febbraio 2022 godevano di uno status di protezione temporanea nei Paesi dell’Ue.
Tre uomini e una donna sono stati salvati da una motonave e trasferiti a Lampedusa: hanno raccontato dell'affondamento di una piccola imbarcazione salpata dalla Tunisia
C’è forte preoccupazione per la situazione che si vive nel grande altopiano della Bolivia, a oltre quattromila metri sul livello del mare, una delle zone antropizzate più elevate al mondo. La carenza d’acqua si è già verificata altre volte, nella regione, ma forse mai in modo così acuto
“Viviamo mesi difficili, segnati dall’impatto di molteplici crisi di diversa natura: dall’esecrabile aggressione russa all’Ucraina ai tanti conflitti irrisolti in altri quadranti geografici, dal cambiamento climatico all’insicurezza alimentare. Tutto ciò accresce la precarietà economica e il rischio di sfruttamento di esseri umani. È quindi più che mai necessario mantenere salda la tutela dei lavoratori. Di tutti i lavoratori, ovunque essi si trovino, quale che sia la loro nazionalità, per prevenire e sanare inaccettabili forme di marginalizzazione”.