Migranti sulla rotta balcanica. Padre Perica: “Il nuovo esodo dei cubani. Numeri abbastanza alti, qualche caso di soprusi”

Parla al Sir da Fiume, in Croazia, padre Stanko Perica, direttore generale del Jesuit refugee service per l’Europa Sud Est: “Attualmente i numeri sono abbastanza alti, come avviene sempre in estate. So che c’è un aumento rispetto all’anno scorso ma non riusciamo a sapere quanti sono. Non ho più sentito di respingimenti a catena tra Italia, Croazia e Bosnia ma ci sono ancora casi di ragazzi picchiati dalla polizia croata"

Kherson. Padre Moskalyuk: “Quando ho saputo della famiglia sterminata sotto le bombe, ho pianto”

Domenica scorsa sette persone, tra cui una neonata, suo fratello di 12 anni e i loro genitori, sono state uccise dai bombardamenti nella regione. Da una Kherson sotto attacco parla padre Ignatius Moskalyuk, rettore del locale monastero basiliano di San Volodymyr il Grande. Come vive un prete in guerra? “L’unica risposta che in questo momento mi viene in mente - dice - è l'immagine di un buon pastore che prende sulle sue spalle le pecore ferite, le cura e condivide con loro il dolore. Vivere in tempo di guerra significa vivere sapendo che ogni giorno può essere l'ultimo della vita”

Ecuador: ultima settimana di campagna elettorale all’insegna della paura, dopo assassinio del candidato presidenziale Villavicencio

L’Ecuador si appresta a vivere l’ultima settimana di campagna elettorale nella paura e in stato d’emergenza, dopo l’assassinio, il 9 agosto scorso, del candidato alla presidenza (con qualche chance di giungere al ballottaggio, in un contesto molto frammentato) Fernando Villavicencio, giornalista noto per le sue denunce contro il narcotraffico e la corruzione.

Blocco del corridoio di Lachin. Appello del Patriarca Minassian, “è un crimine contro l’umanità e nessuno fa nulla”

“Avevano promesso di mantenere la via aperta e invece il corridoio è rimasto circondato e bloccato ormai da 6/7 mesi. È un crimine, un crimine contro l’umanità. Ci sono bambini, vecchi, malati, persone affamate. E di fronte a questo scenario di disperazione, nessuno fa nulla. Si dichiari almeno che è in atto un nuovo genocidio”. È Sua Beatitudine Raphaël Bedros XXI Minassian, patriarca di Cilicia degli armeni, a lanciare un grido di denuncia su quanto sta accadendo attorno al corridoio di Lachin. E aggiunge: “L’Europa, gli Stati Uniti, la Russia, tutte le grandi potenze mondiali sono testimoni di un genocidio del 21° secolo ma non fanno nulla”, dice. “Anche nel 1915, gli ambasciatori di tutto il mondo erano presenti, sono stati testimoni di quello che stava accadendo ma non hanno fatto nulla per fermare il genocidio. Oggi quella storia si ripete”.

Regno Unito, la vergogna della chiatta-prigione. Davies (Un. Oxford): “Governo disperato, gioca con i migranti”

“La chiatta ‘Bibby Stockholm’, ormeggiata nel porto di Portland, attrezzata come centro di detenzione, per ospitare, nei prossimi mesi, almeno 550 migranti, è l’ultimo simbolo politico di un approccio populista e inefficiente al problema della migrazione” da parte dei Conservatori, che in questo modo cercano di recuperare voti nel momento di massima distanza dall’elettorato. Davies, docente all’Università di Oxford e all’ateneo cattolico Saint Mary’s University, mostra un giudizio severo verso l’esecutivo di Rishi Sunak