Sudan, dove i bambini muoiono di fame. Padre Naranjo: “Circolo vizioso di violenza e povertà”

Dallo scorso aprile il Paese africano è devastato da una sanguinosa guerra civile: popolazione stremata e senza cibo (500 bambini hanno già perso la vita e altre migliaia sono a rischio), fuga verso nazioni vicine già provate dalla miseria. Save the Children chiama la comunità internazionale a un intervento per la pace. Nel frattempo i missionari cercano di portare ogni aiuto possibile alle vittime del conflitto. Il comboniano racconta una situazione disperata

Pakistan. Un giovane cristiano di Faisalabad: “Quando finiranno questi atti di persecuzione e violenza?”

Si respira un clima di paura e apprensione a Faisalabad. Ciò nonostante le chiese rimangono aperte e la solidarietà alle famiglie colpite si è messa in moto. Lo studente universitario si chiede: “Quando verranno garantiti pari diritti e protezione alle minoranze? Quando cesserà finalmente questo trattamento discriminatorio per motivi religiosi?”. E ai giovani europei domanda di “alzare la voce a sostegno dei cristiani pakistani, sostenendo la loro parità di diritti, giustizia e riconoscimento sociale”

L’estate in carcere: tasso di affollamento al 112,6%, poche attività e pochi strumenti contro il caldo

La fotografia scattata dall’osservatorio di Antigone. Cresce l’età media delle persone detenute. Al 30 giugno stava scontando un residuo di pena inferiore all’anno il 17,9% delle persone detenute con condanna definitiva, addirittura il 24,3% delle persone straniere, mentre quelli in carcere con un residuo pena inferiore ai tre anni erano addirittura il 51,2% dei definitivi. A Ravenna e Caltanissetta proteste per l’emergenza caldo del mese di luglio

Fondo per le vittime dei reati con i soldi dei detenuti? “No, ci si impegni piuttosto ad aumentare il lavoro!”

Fa discutere la proposta del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Gonnella (Antigone): “Il lavoro è dignità, emancipazione sociale. Il lavoro deve essere reddito altrimenti si torna ai lavori forzati. I prelievi forzosi dagli stipendi dei detenuti che lavorano per darli alle vittime hanno già subito la censura della Corte Costituzionale. Non si vede perché far gravare l'onere della restituzione alle vittime sui detenuti”

Arabia Saudita e migranti, un massacro lontano da occhi indiscreti

L’Ispi cita un rapporto di Human Rights Watch che denuncia gli attacchi ai danni dei migranti che cercavano di entrare in Arabia Saudita dallo Yemen. Con immagini satellitari, testimonianze e l’esame delle ferite dei sopravvissuti, l’Ong ha individuato diverse fosse comuni e ricostruito le tappe di un massacro perpetrato nell’ultimo anno e mezzo ai danni di persone la cui colpa è quella di cercare di raggiungere la ricca monarchia del Golfo