Per la terza volta Lula è presidente. Ma il Paese è spaccato

Luis Inácio Lula da Silva a 77 anni torna alla presidenza del Brasile per un terzo mandato, dopo i due dal 2002 al 2010, avendo sconfitto di stretta misura il presidente uscente Jair Bolsonaro (50,9 per cento contro 49,1 per cento). La differenza è stata di circa due milioni di voti, rispetto ai sei che separavano i due contendenti dopo il primo turno, in quella che è stata la campagna elettorale più incerta e “cattiva” di sempre, costellata anche ieri da polemiche e alcuni episodi di violenza

La guerra spinge i prezzi e le povertà. Famiglie chiuse in difesa

Ci sarà un altro aumento dei tassi di interesse, già dal 15 dicembre e probabilmente - stimano gli analisti - dello 0,50%. Peggiorerà lo scenario sfavorevole per le famiglie indebitate a tasso variabile, per chi ha necessità di nuovi prestiti, per chi sta cercando lavoro. Non sarà una buona notizia neppure per chi ha risparmi da investire perché nessun miglior rendimento, a rischio contenuto, potrà annullare l'effetto devastante di un'inflazione che marcia al ritmo annuo del 10% e oltre

La Fondazione Oggi e domani. Dopo di noi, una visione comune

La Fondazione Oggi e domani, nata lo scorso giugno, verrà presentata lunedì 7 novembre. Alla base, l’idea di costruire un progetto di vita caratterizzato dall’inclusione sociale per i disabili quando i loro cari non ci saranno più. Un stretto dialogo, durato due anni, con le esperienze del territorio ha portato alla costituzione con 19 famiglie e la Fondazione Cariparo come soci fondatori

Un Brasile diviso sceglie tra Lula e Bolsonaro. La fame tema “dimenticato” dalla campagna elettorale

Domani sarà il giorno più lungo del Brasile, da molti anni a questa parte, con l’ultima tappa dello scontro frontale tra l’ex presidente Luis Inácio Lula da Silva, sostenuto da una variegata coalizione di progressisti e moderati, e l’ultradestra del presidente uscente Jair Bolsonaro. A preoccupare è soprattutto il clima di divisione che si respira nel Paese, a tutti i livelli, con pesanti incognite su quello che potrebbe succedere dopo lo scrutinio. L’appello del presidente dei vescovi: “Mettiamo fine ai sentimenti che stanno contaminando il processo elettorale, dividendo le famiglie e rompendo le amicizie”