Save the Children e Unicef: “Necessaria un’assunzione di responsabilità di Stati membri e istituzioni europee per garantire vie sicure legali di accesso, un meccanismo coordinato di ricerca e soccorso in mare e l’impegno nell’accoglienza e protezione dei più vulnerabili, come minori soli, mamme e bambini”. Centro Astalli: “L’orrore va fermato, basta accordi con la Libia!”
“Ancora una volta ci troviamo con un nodo in gola a prendere atto dell’ennesima tragedia annunciata: mentre l’agenda politica e mediatica è tutta centrata su altri problemi, su queste sponde del Mediterraneo si continua a morire, e tutta l’Europa sembra voltare le spalle all’orrore che riguarda uomini e donne e tanti, tanti bambini”.
La guerra è una follia. Nella guerra l’uomo cessa di usare il cervello, getta la ragione nella spazzatura, c’è un blackout del pensiero, del confronto per costruire la casa comune che è la nostra umanità. La guerra è uno scontro sul piano della forza, per cui non vince chi ha ragione ma chi è più forte. Per questo chi è più debole la subisce in maniera devastante. Di fronte a questa catastrofe non possiamo rimanere inermi. Ma cosa fare?
Nel piccolo paese in provincia di Udine la generosità del parroco, che ha aperto le porte della propria casa ai rifugiati ucraini in fuga dalle bombe, ha innescato una meravigliosa catena di solidarietà che ha coinvolto anche le comunità vicine. Nel solco di una accoglienza che ha radici lontane, che hanno solo ritrovato linfa e vitalità.
Rivolto a tecnici e dirigenti sportivi analizza lo stretto legame tra la pratica sportiva e il benessere dei minori. E' promosso dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei ministri insieme ad Agia e a Sport e Salute
Presentato il primo rapporto di Unar, Uisp e Lunaria. Prevalgono quelle riferite alle origini nazionali o 'etniche' (40,3 %) e ai tratti somatici delle vittime (37,9%). Gli aggressori sono soprattutto gruppi di tifosi (36,5%) e giocatori (31,8%)
“Un quadro preciso, per agire insieme”: sarebbe questo il primo, importante risultato fissato nella tarda serata di ieri dal Consiglio europeo, secondo le parole del suo presidente, il belga Charles Michel.
Si intitola “La voce legata a un filo”, il primo dei reportage, che verranno – da oggi e nelle prossime settimane - pubblicati dal Sir, con i quali lo scrittore afghano, Gholam Najafi, racconta il viaggio, da poco intrapreso, nel suo Paese natale dove è ritornato con il sogno di costruire una scuola per i bambini nei pressi di Herat. Gholam Najafi è autore di tre libri “Il mio Afghanistan”, “Il tappeto afghano” e, l’ultimo – per adesso –, “Tra due famiglie” (Ed. La Meridiana)
La manifestazione è prevista per il 26 ottobre. Se entro il 2 novembre il governo italiano non deciderà per la sua revoca, il Memorandum Italia–Libia verrà automaticamente rinnovato per altri 3 anni