Ucraina: Mattarella, “occorre fermare la guerra ora, subito. Cerchiamo con insistenza di proporre dialogo e trattative per chiuderla”

“Recuperare la pace, la sicurezza e il pieno rispetto del diritto internazionale”. Questa è la terza emergenza che si è ultimamente affiancata a quelle della “sconfitta definitiva, non ancora conseguita, della pandemia” e della “rispesa economica nell’ambito del Next Generation” evidenziata questa mattina dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, parlando all’Università di Trieste per l’inaugurazione dell’anno accademico.

Ucraina: don Semenkov (Kharkiv), “siamo sotto le bombe da stanotte. Colpito il policlinico. Prendono di mira persone in fila per gli aiuti”

“È dalle 3 e mezzo di stanotte che hanno cominciato a bombardare e solo ora, da qualche minuto, hanno smesso. Tutta la città è stata colpita, anche l’aeroporto. Hanno colpito il policlinico che fungeva da punto di raccolta e distribuzione degli aiuti umanitari. È stato colpito questa mattina ed ora è fuori uso. Il bilancio dell’attacco è di 6 morti, 17 feriti”.

Padre Pavlo (parroco di Mariupol), “gente messa sugli autobus e portata via con la forza in Russia”

Il massacro di Mariupol ha il volto dell’esodo forzato. Padre Pavlo Tomaszewski, parroco della parrocchia di Nostra Signora di Czestochowa a Mariupol, conferma al Sir l’ennesimo orrore che si sta consumando nella città martire dell’Ucraina. “Alcuni parrocchiani mi hanno detto che i loro parenti sono stati messi dai ceceni in autobus e portati in Russia. È quasi impossibile comunicare con le persone che sono cadute in questi canali. A volte alcuni riescono a mettersi in contatto, ma è molto raro”. La vice prima ministra ucraina, Iryna Vereshchuk, ha affermato che 2.800 persone hanno lasciato la città assediata di Mariupol utilizzando mezzi di trasporto privati. Ma è proprio questo il problema: “le colonne delle macchine sono a volte bersaglio di spari”, dice il parroco. “Questa è la guerra, sparano ovunque, si può sempre finire sotto il fuoco”.