Olivia Maurel: “Io, nata da maternità surrogata, lotto per abolirla”

“Ho conosciuto alcol e droga, ho sofferto di depressione e tentato più volte il suicidio”. Olivia Maurel, nata da utero in affitto e oggi portavoce della Casablanca Declaration, racconta al Sir il trauma vissuto e spiega i motivi del suo impegno per l’abolizione universale della maternità surrogata. “Sono consapevole – afferma - di essere un paradosso vivente: sono contro ciò che mi ha permesso di venire al mondo”

Maternità surrogata. Bassi (Fafce): “Per messa al bando universale creare un movimento dal basso”

“Non servono molte argomentazioni; basta spiegare esattamente in che cosa consiste la surrogazione di maternità. Avere un figlio non è un diritto. Siamo certi che riusciremo a costruire un network di persone di buona volontà per creare un’onda che riesca a bloccare questa procedura inammissibile che viola la dignità della donna e del bambino”. Intervista con il presidente della Federazione associazioni familiari cattoliche in Europa, a margine dell’International Conference for the Universal Abolition of Surrogacy (Roma, 5-6 aprile)

Terremoto a L’Aquila: don Pagniello (Caritas Italiana), “fare memoria, riconoscere solidarietà ricevuta, imparare da errori”

“Fare memoria di un evento è sempre l’occasione innanzitutto per pregare per quanti non ci sono più, per quanti hanno lasciato la vita sotto quelle macerie, ma è anche l’occasione per riflettere su tutto quanto poi è accaduto in quei giorni. Riconoscere la tanta fraternità, la solidarietà e la carità vissuta. È anche l’occasione per imparare dalla storia, dagli errori commessi, per capire quanto di poteva fare e si può ancora fare”. Così don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana, nel 15° anniversario del terremoto de L’Aquila

Anno della Preghiera. Lasciarsi toccare dalla preghiera del popolo di Dio

Papa Francesco ci raccomanda di essere pastori “che abbiano l’odore delle pecore”. Che bello quando uno di questi odori è anche l’odore della preghiera delle pecore. In questi anni ho scoperto che essere parroco vuol dire lasciarsi toccare dalla preghiera del popolo di Dio. Lasciarsi toccare dalle domande dalle implorazioni, dalle grida, dalla adorazione dalla sensibilità dei fratelli e delle sorelle che il Signore mi ha posto accanto e in qualche modo mi ha affidato.