“Ho conosciuto alcol e droga, ho sofferto di depressione e tentato più volte il suicidio”. Olivia Maurel, nata da utero in affitto e oggi portavoce della Casablanca Declaration, racconta al Sir il trauma vissuto e spiega i motivi del suo impegno per l’abolizione universale della maternità surrogata. “Sono consapevole – afferma - di essere un paradosso vivente: sono contro ciò che mi ha permesso di venire al mondo”
“Non servono molte argomentazioni; basta spiegare esattamente in che cosa consiste la surrogazione di maternità. Avere un figlio non è un diritto. Siamo certi che riusciremo a costruire un network di persone di buona volontà per creare un’onda che riesca a bloccare questa procedura inammissibile che viola la dignità della donna e del bambino”. Intervista con il presidente della Federazione associazioni familiari cattoliche in Europa, a margine dell’International Conference for the Universal Abolition of Surrogacy (Roma, 5-6 aprile)
La tesi del lavoro di Rossetti è che la libertà sia un passaggio essenziale, perché mette in condizione il giovane di sperimentare i rischi e i vantaggi dei desideri e delle proprie scelte
Settant'anni fa don Lorenzo Milani, sacerdote e grande educatore, si trasferiva a Barbiana e iniziava il suo prezioso lavoro di recupero con i ragazzi “dispersi” del territorio
L’Aquila con le ferite aperte dopo 15 anni dal terremoto, Sarajevo con 11.541 paia di scarpe e scarpine per fare memoria delle vittime del mercato nella guerra 1992-95
“Fare memoria di un evento è sempre l’occasione innanzitutto per pregare per quanti non ci sono più, per quanti hanno lasciato la vita sotto quelle macerie, ma è anche l’occasione per riflettere su tutto quanto poi è accaduto in quei giorni. Riconoscere la tanta fraternità, la solidarietà e la carità vissuta. È anche l’occasione per imparare dalla storia, dagli errori commessi, per capire quanto di poteva fare e si può ancora fare”. Così don Marco Pagniello, direttore Caritas Italiana, nel 15° anniversario del terremoto de L’Aquila
Papa Francesco ci raccomanda di essere pastori “che abbiano l’odore delle pecore”. Che bello quando uno di questi odori è anche l’odore della preghiera delle pecore. In questi anni ho scoperto che essere parroco vuol dire lasciarsi toccare dalla preghiera del popolo di Dio. Lasciarsi toccare dalle domande dalle implorazioni, dalle grida, dalla adorazione dalla sensibilità dei fratelli e delle sorelle che il Signore mi ha posto accanto e in qualche modo mi ha affidato.
Negli ultimi tre quarti di secolo di storia dell’umanità, l’organizzazione ha ricoperto un ruolo rilevante. “Senza la Nato, saremmo in una zona grigia dove si conoscerebbe la guerra davvero”, assicura Alessandro Politi, direttore della Nato defense college foundation (Ndcf)