Ci sono tanti giovani che ci credono ancora alla possibilità di rinvenire il senso e di spendersi per qualcosa, e sono questi a cambiare il mondo, un pezzetto alla volta. Personalmente ho la fortuna quotidiana di incontrarne, e forse anche il privilegio di contribuire a riaccendere in non pochi di loro la scintilla di desideri grandi e belli e veri. Ragazzi e ragazze che se lo bevono pure il vino con gli amici, come fa Ultimo con i suoi, ma che non fanno di questo l’alternativa a farsi carico del dovere di trovare la propria vocazione specifica ad amare
Ho avuto la grazia d’incontrare nella mia vita un percorso spirituale che mi ha preso sul serio sin da quando ero giovanissimo, guidato da un sacerdote e frequentato da centinaia di ventenni romani, come noi. Mi sono fidato della possibilità di potermi fermare e fare silenzio, per ascoltare quanto avevo nel cuore, sperimentando, forse, l’unica vera forma di libertà. Sto facendo esperienza, che nel suo amore, Dio ci ha fatto liberi, così liberi da non imporre Lui stesso un senso nella realtà ma lasciando a noi la scelta (libera?) di darlo noi stessi, il senso alla realtà. Quindi, se ci va, possiamo scegliere di dargli il senso che Dio desidera. Ma come fare? Il modo mi sembra semplice: aprendoci alla possibilità che Dio esista e che ci ami. Il resto lo farà Lui. Tanti giovani lo fanno, lo stanno facendo, accettando di lasciare spazio a quel desiderio che recalcitra dentro al cuore. Vuoi provare?
Chi scrive questa appassionata lettera sono i ragazzi e le ragazze della “generazione euro”; siamo nati a cavallo tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni 2000, per la prima volta alcuni di noi esercitano il loro diritto-dovere di voto e proprio per questo motivo ci appelliamo al senso civico di tutti coloro che l’8 e il 9 giugno avranno il diritto di scegliere verso quale direzione andrà l’Unione Europea.
L'analisi dell'economista sulla cultura dello scontro, denunciata da Papa Francesco, tra giovani e anziani: "Oggi nelle imprese si invitano i pensionandi a rinviare di due o tre anni la pensione. Propongo per gli anziani, invece, di trovare forme diverse nelle quali loro possono essere ancora generativi, cioè generatori di valori, e un supporto prezioso per i giovani"
“Lo stato di salute del Paese desta particolare preoccupazione”. A lanciare il grido d’allarme è stato il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei, nella sua introduzione ai lavori della 79ª Assemblea generale dei vescovi italiani, in corso in Vaticano fino al 23 maggio.
Italia, 2024. Tre ragazzi su quattro dagli 11 ai 19 anni prospettano il loro futuro in coppia e il 72 per cento di questi (il 53 per cento del totale) pensa di sposarsi, meglio se prima dei 30 anni. Il 69,4 per cento, infine, desidera avere figli, possibilmente almeno due.
Arena di pace «Da un conflitto mai si esce da soli, ci vuole una comunità» sostiene papa Francesco. Il futuro dell’umanità è nelle mani del popolo, non in quella dei grandi leader