Il problema è decidere quali sono i primi passi da intraprendere, il punto da cui partire perché evidentemente tutto insieme e contemporaneamente non si può fare.
Facciamo tanto i bravi ed esemplari, convocando grandi summit internazionali e sventolando proclami; poi, quando fa freddo e c’è bisogno di calore, andiamo in tutto il mondo ad acquistare gas da chiunque.
“Da più parti, ma in maniera più significativa da un settore dell’establishment americano sono arrivati chiari segnali del fatto che questa guerra è durata troppo, con conseguenze troppo ampie, e si sta rivoltando in un disastro sia per l’Ucraina sia per la Russia”.
Una delle conseguenze di questo andamento demografico sarà nel prossimo anno la sostituzione della Cina da parte dell’India quale Paese più popoloso del pianeta. Parallelamente l’Africa subsahariana nel 2050 raddoppierà la propria popolazione e diverrà il continente che da solo coprirà la meta dell’incremento mondiale della popolazione
Tutti siamo chiamati ad essere operatori di pace nelle nostre città, dove sempre più spesso assistiamo a episodi di violenza e intolleranza verso chi è diverso, per cultura, religione, etnia, orientamento sessuale, così come nei confronti delle donne e dei soggetti più deboli della società, disabili, bambini e anziani
“Qualsiasi progresso nel settore dei voli spaziali con equipaggio umano è auspicabile. Non possiamo sottrarci ai nostri problemi fuggendo dal pianeta Terra; ma dallo spazio possiamo osservarli da una prospettiva migliore”.
Ci risiamo: sembra un copione già scritto. Rimpalli di responsabilità e slogan ormai invecchiati nella loro inefficacia ci parlano di una realtà ancora una volta troppo difficile da comprendere e dimenticare. Le pagine dei quotidiani e le immagini dei mass media ci mostrano vite spezzate in quello che papa Francesco ha definito come un «cimitero senza croci e senza nomi», il mar Mediterraneo.