Forse è il momento di una pausa per guardare con calma e serenità, con una maggiore concentrazione a quello che resta un settore decisivo per il Paese.
La degenerazione del conflitto è in atto. Le quattro regioni, Donetsk, Lugansk, Kherson e Zaporizhzhia, sono parte del territorio russo. Almeno secondo i decreti firmati al Cremlino, dopo i referendum considerati dalla comunità internazionale delle farse.
Essere protagonisti del futuro. Il card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza episcopale italiana ha scelto queste parole per aprire il suo messaggio post-elettorale, diramato a 36 ore dalla chiusura delle urne del 25 settembre. Prima ancora della portata storica dell’esito del primo voto autunnale della Repubblica italiana, al presidente dei vescovi italiani sta a cuore il calo della partecipazione. E va detto che si tratta di un punto di vista profetico.
La guerra russa oltre che sul campo, ha dimostrato una debacle anche dell’immagine veicolata da vent’anni. E nel duello con l’atomica, la strategia è quella del gioco del coniglio
Tra Rovereto e Silea. Da un lato i negozianti del Comune trentino che hanno adottato i bitcoin per i pagamenti. Dall’altro, in provincia di Treviso, la storia della società-truffa che ha ingannato circa seimila risparmiatori. Negli Stati Uniti è considerato un bene al pari di una casa o di un terreno. La criptovaluta per eccellenza si sta scrollando di dosso il pensiero che la vede accostata ad attività illecite