Siamo già alla guerra dell’acqua. Per anni ci siamo detti che una risorsa scontata, almeno nel nostro territorio, sarebbe diventata sempre più preziosa come l’oro. Le notizie da tg che pronosticano da tempo conflitti per il controllo dei pozzi ci sono a lungo apparse come storie esotiche, legate a un mondo lontano, in cui i nostri missionari o le associazioni di volontari operano per realizzare nuove fonti di approvvigionamento per alleviare le difficoltà delle popolazioni.
Un’asimmetrica distribuzione del potere ha senso solo se si ha in testa un obiettivo specifico di sviluppo. Ma per la docente Patrizia Messina, nel Veneto non ne esiste uno
«Il motto dell’Unione Europea è “unità nella diversità”: riconosce il valore di ciò che unisce e di ciò che è legittima differenziazione. Posto, quindi, che c’è un tema di eguaglianza nei diritti fondamentali e in ciò che unisce le comunità politiche, l’altro livello è quello di garantire sussidiarietà e differenziazione anziché uniformità e standardizzazione».
La missione Juice scatterà ad aprile per esplorare Europa, Callisto e Ganimede dove potrebbero esserci forme di vita elementari. Come la Terra del passato (e del futuro?)
“L’approvazione del disegno di legge sull’autonomia differenziata, che dovrebbe diventare legge entro la fine dell’anno, consentirà alle Regioni più ricche di gestire in autonomia buona parte delle proprie risorse. Di conseguenza le Regioni più poveri avranno minore capacità di spesa. E, nei fatti, queste ultime sono quelle del Mezzogiorno. Andranno in affanno per cercare di garantire, con la fiscalità generale, i servizi minimi essenziali. I Lep devono essere garantiti, come dice la legge, in maniera omogenea in tutta Italia, ma non sarà possibile se le risorse non saranno redistribuite dal governo centrale”.
Paesi potenzialmente ricchissimi (il Congo, tutto il Nord Africa, il Sudafrica, l’Angola e il Mozambico…) vivono in condizioni miserevoli, con la stragrande parte della popolazione in condizioni di sussistenza.