Lunedì 13 giugno. Primo pomeriggio. Mio nonno, 88 anni, dal suo terrazzo mi chiede: “Come sono andate le elezioni?”. Lui pensa ai referendum del giorno prima, nel suo Comune non c’erano le Amministrative, ma io gli faccio il quadro completo. Ha votato uno su cinque sulla Giustizia e uno su due per i sindaci: «Ancora massa!», è stato il suo commento acido.
«Molti giovani faticano a concretizzare il loro sogno familiare. E allora si abbassa l’asticella del desiderio e ci si accontenta di surrogati mediocri, come gli affari, la macchina, i viaggi, la custodia gelosa del tempo libero… La bellezza di una famiglia ricca di figli rischia di diventare un’utopia, un sogno difficile da realizzare».
Una volta fissato un minimo retributivo ex lege, e messo in soffitta tutto ciò che protegge un lavoratore, questo sarà ancor più in balia del “mercato”, che affronterà da solo e a mani nude.
Di una generazione che è stata delusa non si parla nei talk show nonostante le molte indagini che dovrebbero scuotere le coscienze adulte e risvegliare le loro responsabilità educative.
“È un dovere morale partecipare ai referendum sulla riforma della giustizia e scegliere secondo coscienza ciò che aiuta a rendere la magistratura non una casta ma un servizio da rendere a chi chiede giustizia”.
“In questo momento la resistenza ucraina è in grandissima difficoltà così com’è in difficoltà lo schema che era stato realizzato nella seconda parte della guerra: quello di armare l’Ucraina a più non posso nella speranza di far pagare i conti dell’invasione alla Russia, a livello militare, economico e politico. Attualmente questo schema non sembra riuscire e mi sembra di avvertire moltissima stanchezza sia tra gli ucraini sia da parte dei Paesi occidentali che l’hanno rifornita di armi. Contemporaneamente si vede una Russia che, apparentemente, sembra confidente e relativamente sicura di sé”. Così Fulvio Scaglione, per anni corrispondente da Mosca, commenta l’attuale fase dell’invasione russa in Ucraina.
Étoile al Teatro dell’Opera di Roma, classe 1990, sposata, con 4 figli, consiglia a giovani, colleghe e amici di “buttarsi nei propri sogni, ci si deve credere, poi piano piano la vita in qualche modo ti aiuta”. “Ai miei bambini - ci dice – insegno che tutto è un dono e ciò si vive attraverso la fede”
“Occorre una seria vigilanza dei partiti. I partiti non sono ben informati sui candidati. Ormai c’è una coscienza generale che la mafia non è scomparsa. Continua a essere presente. Solo che non fa scalpore con omicidi come prima. Ma esiste e dobbiamo farci i conti”.