Il giornalismo per continuare a essere credibile deve spiegare, approfondire, ricostruire. E anche la Chiesa può raccontare la comunità, stando quanto più presente nel territorio
Il lancio, il giorno di Natale, dell’ultimo avanzatissimo telescopio spaziale, il James Webb, stimola la riflessione sul ruolo di Dio nella creazione della vita e dei corpi celesti
“Gli indicatori di Oxfam sono un pugno allo stomaco. L’era che stiamo vivendo è quella a più alto tasso di disuguaglianza nella storia dell’umanità. È un trend già in atto da alcuni anni che ora si è rafforzato. Stiamo arrivando a degli assurdi ingiustificabili. I 10 super-ricchi non sanno nemmeno come spendere tutti questi soldi, mentre il lato basso della forbice peggiora sempre di più, con fame e povertà assoluta in aumento in tutto il mondo. Di fatto non c’è una volontà politica di combattere le disuguaglianze”.
Le testimonianze e i ricordi confermavano la statura di un uomo che, dopo quello giornalistico, aveva scelto l’impegno politico quale forma alta ed esigente di carità e di giustizia.
Ciò di cui, più di ogni altra abilità e conoscenza, hanno bisogno i nostri figli è la capacità di leggere e interpretare i forti cambiamenti che in questo momento ci riguardano, senza esserne travolti.
Non vorremmo che buona parte dell’ottima salute di molte imprese italiane derivasse da una forza lavoro che è pagata la metà di quanto sia pagata in Europa.
Si apre un nuovo anno. Forse lo percorreremo con le luci e le ombre, con le gioie e le sofferenze, a volte in compagnia e a volte da soli. L’importante è che ognuno abbia chiara la meta da raggiungere, che non è il 31 dicembre, ma il seguire il Signore. Vivendo senza sconti il Vangelo nel quotidiano, ci impegniamo ad annunciare a tutti non la nostra superiorità, ma il dono gratuito di sé, della propria vita, come Gesù. Oggi dilaga il solipsismo: sembra che tutti corriamo insieme, ma di fatto ognuno porta acqua al proprio mulino, senza una motivazione profonda o senza verificare la fonte della sorgente. Anche noi credenti stiamo rischiando di cavalcare la logica dei tuttologi: ci manca forse un punto di appoggio! Dove abbiamo collocato il Signore nella nostra vita? Che cosa dice il Vangelo al nostro modo di vivere?