Ucraina: guerra e bambini. Pontillo (Bambino Gesù): “Accoglierne le paure, rassicurarli, educarli ad empatia e solidarietà”

Dopo il Covid anche la guerra in Ucraina è entrata negli occhi e nell'immaginario dei nostri bambini. Maria Pontillo, psicoterapeuta dell’Uoc di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza del Bambino Gesù, parla di "ragazzi interrotti", costretti a continuare a vivere in un mondo "sospeso". Cruciale il ruolo dei genitori nell'accoglierne le paure e nel rassicurarli: "Oltre alle forze in guerra, ci sono forze che stanno lavorando per la pace". Gesti di solidarietà verso i coetanei meno fortunati possono stimolare nei bambini l'empatia e far sentire che, nel proprio piccolo, ognuno può fare qualcosa di bello per chi sta soffrendo

Ucraina: spiegare la guerra ai bambini. L’esempio di Mia, nata sotto le bombe

È difficile parlare della guerra ai bambini, è difficile parlargliene senza metter loro paura. Nelle scuole, nelle famiglie, qualcuno prende coraggio e affronta questi argomenti, poi i pensieri rimangono lì, sospesi nella testa di bambini che, nel tempo, li rielaborano e in ogni occasione devono trovare un sostegno, una parola di speranza, la possibilità di esserci e di dare il proprio contributo portando qualcosa a chi non ha più nulla, o accogliendo con un sorriso il coetaneo che apre la porta della classe per un nuovo primo giorno di scuola