Per il presidente della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue, i corridoi umanitari sono “l’unica risposta che funziona”. "L'unica cosa di cui stiamo discutendo è cosa fare per non avere un grande numero di profughi piuttosto che andare in aiuto di queste persone. E questo atteggiamento mi provoca vergogna", ammette
Per Manuela Lanzarin, assessore alla Sanità e al Sociale della Regione Veneto, sul banco i temi, e i problemi, sono ancora più impegnativi nell’era Covid: domiciliarietà dei servizi, carenza di personale, nuovo ospedale...
L’età media del popolo afghano è di 18 anni. Questo dato, per lo più ignorato nelle cronache di questi giorni, ci dice che una gran parte di quei cittadini sono ragazzi che non hanno mai visto il loro Paese se non in stato di guerra, con le missioni internazionali a contendere il territorio a gruppi armati locali.
Dallo scorso 15 settembre, Kabul è nelle mani dei talebani, mentre l’Occidente si ritira. Dopo 20 anni di occupazione e costi umani ed economici elevatissimi. Il disimpegno accelerato della forze statunitensi, l’impreparazione del neonato esercito afghano e il controllo espanso dei talebani. Mentre i civili provano a fuggire temendo il ritorno del regime passato
Parlando della collaborazione con i Ministeri degli Affari esteri e della Difesa per l'accoglienza in Italia delle famiglie e del personale che ha collaborato con il nostro Paese, il presidente della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa ha evidenziato la necessità di "pensare a dei percorsi dedicati se non vogliamo creare ulteriore emarginazione. Mi auguro che ci sia un approccio inclusivo"
“La sfida che questo tempo ci pone è di vivere il crinale della storia abbandonando la logica emergenziale. È vero che siamo partiti da una emergenza, ma ora possiamo progettare la nuova Europa. E una Italia rinnovata in una Europa rinnovata”.
“Siamo decisi a restare in Afghanistan e continuare il nostro lavoro nel campo dell’educazione e dell’istruzione. La nostra priorità è la gioventù afghana, i giovani, i ragazzi, le ragazze, i bambini e le bambine. Devono poter continuare ad andare a scuola, nelle loro classi, devono poter ricevere una istruzione di qualità affinché possano diventare insegnanti, medici, ingegneri, competenti e capaci di ricostruire l’Afghanistan, un Paese che ha visto 40 anni di guerre”.
“Di fronte alla crisi umanitaria che si profila in Afghanistan dopo la presa del potere dei talebani, Caritas Ambrosiana è pronta a fare la sua parte. In queste ore, gli operatori dell’organismo diocesano stanno verificando la disponibilità dei posti nelle strutture di accoglienza per profughi, gestite dalle cooperative, in convenzione con le prefetture”.
Per il sociologo, ci sono dei messaggi pericolosi che diamo alle nuove generazioni, come la debolezza dello Stato e della comunità locale nel contrastare raduni come questo e la tolleranza verso la ricerca dello sballo