Vangelo di domenica 26 settembre: no all’ideologia dell’esclusione

Secondo le credenze ebraiche, si poteva risorgere solo se sepolti sotto terra; ragion per cui, morire in mare ed essere trattenuto a fondo da una macina è la più alta condanna espressa da Gesù, insieme con l’"essere gettato nella Geènna": il burrone della discarica dei rifiuti di Gerusalemme, dove ardeva continuamente il fuoco. Se sei consapevole che il tuo cammino, così come le tue azioni, ricalcano questi atteggiamenti, affrettati a tagliarli in modo radicale dalla tua vita, per il tuo bene personale e per quello dei fratelli.

La riforma della giustizia civile. Una sfida epocale

Arriva la riforma della giustizia civile, attesa da decenni e finalmente sbloccata dalla necessità di dare seguito alle indicazioni del Pnrr, così come avvenuto per la giustizia penale, che ormai ha completato il suo percorso parlamentare. Per il civile al momento c'è l'approvazione da parte del Senato, con tanto di questione di fiducia su un maxiemendamento interamente sostitutivo del disegno di legge 1662 che risaliva all'ormai lontanissimo 9 gennaio 2020. Ma è altamente probabile che il provvedimento sarà definitivamente approvato dalla Camera in tempi relativamente brevi e nello stesso testo varato da Palazzo Madama.

San Marino: il 26 settembre referendum sull’aborto. Fafce invita a votare “no”. Bassi (presidente), “maternità, gioiosa responsabilità”

I cittadini della Repubblica di San Marino sono invitati, domenica 26 settembre, a partecipare ad un referendum il cui quesito recita quanto segue: “Volete che sia consentito alla donna di interrompere volontariamente la gravidanza entro la dodicesima settimana di gestazione, e anche successivamente se vi sia pericolo per la vita della donna o se vi siano anomalie e malformazioni del feto che comportino grave rischio per la salute fisica o psicologica della donna?”.

Le guerre dei poveri e quelle dei ricchi: un futuro che possiamo evitare?

Il segretario dell’Onu esorta a “scegliere la pace come unica opzione per riparare il nostro mondo distrutto”. Prima che sia troppo tardi e la natura, con la sua forza distruttrice, si schieri definitivamente contro l’umanità. Perché se c’è una guerra non dichiarata, ma quanto mai pericolosa e distruttiva, è quella delle forze naturali che si ribellano all’impatto scellerato dell’uomo sugli equilibri naturali. È quello che spinge Guterres ad affermare che “è tempo di ricostruire il nostro mondo e di fare la pace con la natura”. In fondo è esattamente quello che Papa Francesco chiede al mondo intero quando sostiene che “tutto è connesso” e che l’umanità si trova ad un bivio: scegliere la pace e lo sviluppo sanando le ferite dell’ambiente, oppure condannarsi allo spegnimento lento e inesorabile del pianeta, cioè dell’unico luogo in cui ci è dato di vivere