Può essere un momento opportuno per porsi una domanda scomoda: qual è il posto dell’università, oggi, in Italia e nei grandi Paesi avanzati. Pochi giorni fa è stato celebrato a Bologna, la prima università del mondo, fondata nel 1088, il ventesimo anniversario del cosiddetto processo di Bologna, che ha definito un circuito europeo di riconoscimento degli studi superiori. Ma con quale obiettivo? Già, perché l’Università non è una super scuola: certo si deve responsabilmente porre il problema degli sbocchi professionali, ma vuole esser qualcosa di più, il luogo di trasmissione di un sapere che innova, un sapere critico, ambizioso
L'avvio della nuova legislatura del Parlamento europeo è fissato per martedì 2 luglio nella città alsaziana. L'attenzione rimane però concentrata sul Consiglio in corso nella capitale belga, dove i 28 leader cercano un accordo per le più alte cariche comunitarie
Gli atleti e le atlete sanno mettere la faccia per promuovere un Paese di cui si sento figlie e che riconoscono essere stato alle origini delle loro possibilità e del loro successo. La gente sa riconoscere che non sempre i soldi che si spendono sono spreco, ma a volte possono essere un investimento per un'Italia creativa e innovativa, che scommette su ciò che mette in relazione e aiuta a creare opportunità in cui soprattutto i giovani possono trovare facilmente la strada per esprimere i propri talenti... davanti agli occhi del mondo
La “pancia” del Paese deve essere non solo analizzata, ma pure curata, per impedire che si sovrapponga allo spirito e diventi ingovernabile. Ce lo insegna la Storia.
L’assegnazione in sé non cambierà il destino del nostro Paese, ma sarà un’ottima carta da giocarsi per migliorare una fetta d’Italia, se verrà giocata bene.
Prosegue in Italia il dibattito sul salario minimo. Un problema che non si risolve nella definizione di una cifra ma nella capacità di affrontare nella sua complessità il tema dei cosiddetti “lavoratori poveri” figura emersa in questa fase storica in cui avere un'occupazione non è più una garanzia sufficiente contro il rischio della povertà. Bisogna ripartire dalla Costituzione
Gli italiani nell'incertezza tendono a risparmiare, comportamento culturale protettivo che è servito a creare quel cassettino di risorse da utilizzare in caso di bisogno. Comprimendo ovviamente i consumi. Non è il massimo per un'economia che deve creare occasioni di lavoro e far nascere piccole e grandi imprese, ristrutturare abitazioni, investire sui figli. Il risparmio ha però una sua logica e una sua psicologia
Il dibattito suscitato dalla vicenda della Sea-Watch 3 riaccende i riflettori sul trattato di Schengen e sul regolamento di Dublino. Superarli potrebbe provocare un “big bang” interno al continente con possibili ricadute sulla libera circolazione dei cittadini e pesanti riflessi economici. Alla politica spetta quindi il compito di trovare una soluzione che porti a una solidale e obbligatoria condivisione delle responsabilità e del peso delle migrazioni fra tutti i Paesi Ue